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Dic
09

difendersi e ferire il nemico in un solo tempo

Ultimamente sono apparse online ben due “videolezioni” (qui quella di Nick Thomas e qui quella di David Coblentz) sulla Tavola 7 di Capo Ferro. Se aggiungiamo il manuale di Guy Windsor, gli scritti di Sean Hayes e una marea di discussioni online, scopriremo che oltre la Manica e oltre l’Atlantico il maestro di Cagli è apprezzato e studiato più di tutti gli altri messi assieme (con la probabile eccezione di Alfieri, per ragioni altrettanto insondabili).

Tralasciando il discorso “non sopporto Capo Ferro”, veniamo un po’ ad analizzare il senso di questa tavola, che si unisce amabilmente al discorso delle cavazioni, affrontato recentemente. In effetti si tratta di una di quelle tecniche che definiscono la scherma seicentesca, ovverosia la difesa e l’attacco in un solo tempo. Trascriverò qui le parole del trattato (benvenuti nel Capo Ferro Space), ma modernizzando lo spelling dove mi pare necessario.

Le Presenti et Seguenti figure mostrano diversi modi di ferir di fuori, sempre presupponendo il stringere di dentro & il cavar del tuo Avversario di punta per ferire.

Per dichiarazione delle seguenti figure, dico, che avendo D stretto di dentro la figura segnata C, la stessa figura C cavando per dare una punta nel petto alla figura D, D lo ferisce di punta nell’occhio sinistro di piè fermo, o accrescimento di passo come mostra la figura.

Per spiegare ai non iniziati: CF usa sempre le stesse lettere per descrivere la guardia di partenza di una figura, cosa non immediatamente chiara quando dette figure sono aggrovigliate con spade infilate da tutte le parti. In questo caso abbiamo C, che parte di terza, e D, che invece inizia la sua azione con una quarta “aggressiva”, estesa in avanti.

La prima parte della tavola descrive una “normale” sequenza di difesa/attacco in un solo tempo:

  1. D guadagna la spada di C sulla linea interna.
  2. C cava e cerca di guadagnare la spada di D sull’altra linea (fuori), contemporaneamente iniziando il moto di un’imbroccata.
  3. Nel tempo della cavazione, D vibra un’imbroccata a C trapassandogli l’occhio sinistro.

Alcune considerazioni
C cerca di cavare e colpire tenendosi molto alto, perchè passa da terza a seconda. La seconda è generalmente una posizione alta, specie in fase d’attacco! Anche D per creare opposizione gira il pugno di seconda. Siccome i due avversari sono fuori, chi dei due guadagna la lama del nemico la forza sotto alla propria, deviandone la punta fuori dalla propria figura. Chiaramente è anche necessario impiegare un buon angolo di attacco, ovverosia una buona opposizione.

La questione dell’occhio sinistro è interessante. Non è un dettaglio barocco, è semplicemente il bersaglio più interno (sempre parlando di linee d’attacco schermistiche) che possiamo colpire sulla faccia nemica. Ricordiamo che qui siamo fuori, ma finiamo per colpire il lato del corpo dell’avversario che starebbe teoricamente dentro come “scavalcando” la spada nemica di seconda. Mirando a quel lato del corpo avversario miglioriamo l’opposizione, assicurandoci di deviare la spada avversaria per bene.

A seconda della misura in ogni caso l’azione sarà più o meno facile, sarà necessario o meno accrescere il piede destro e sarà talvolta addirittura meglio tirare l’imbroccata uscendo un po’ dalla linea verso la nostra sinistra.

Prossimamente la seconda parte dell’azione, con le contromosse del nostro amico C.

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L’argomento di questo blog

Regole della Scherma è un testo scritto nel tardo 17mo secolo da Francesco Antonio Marcelli, romano d'origine e discendente da una nota stirpe di schermidori. Questo blog, che ne prende a prestito il nome, tratta della scherma insegnata da questo Maestro e dai suoi contemporanei con lo scopo di riviverla a fini ricreativi e culturali.
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