Benvenuti al blog che registra tutte le mie esperienze e i miei appunti sulla nobilissima arte della scherma italiana, come insegnata dalla Scuola dei Marcelli, famiglia romana del 1600 che ha influenzato grandemente la scherma italiana fino ai giorni nostri.
Io non sono un esperto schermidore, e quindi non un maestro, ma un semplice appassionato che, coinvolto dai suoi amici e compari, è sprofondato come un peso morto nel fascino derivato dall’estrarre tecniche, realtà e passioni morte da secoli dalle relative fonti storiche.
Io non sono bravo con una spada in mano, e questo blog mi serve come mezzo per comunicare a me stesso e al mondo quello che sto imparando in un graduale, costante sentiero di miglioramento atletico, storico e intellettivo. Se trovate degli errori, fateli pure notare, ma vi chiedo umilmente di mantenere quel genere di cortesia e buonsenso che è in grado di preservare cuori e cervelli a temperatura ambiente.
Welcome to the blog that records my experiences and notes about the most noble art of Italian fencing, as taught by the Marcelli School, a Roman family that back in 17th century had a lasting influence in style that is felt even today.
I am not an experienced fencer, not a master by any stretch of imagination, I’m a simple amateur that has been led down a mad road of passion by his friends and now is addicted to mine out information, techniques and reality out from historical martial texts.
I’m not that good with a sword, and this blog is a simple medium to express this information.
Francesco Lanza
Ciao, io sono un discendente diretto di Francesco Antonio Marcelli o di suo padre e suo zio, inventori propugnatori della sottobotta di Marcelli. Sono medico agopuntore e scrittore (gli aghi sono piccole spade). Se ti interessa posso passarti un racconto scritto quasi 20 anni prima di scoprire il mio antenato schermidore. Avevo letto sul romanzo di Gautier “Il capitan Fracassa” della Botta assassina con cui un tale Lampourde, allievo di Girolamo il Napoletano, aveva imparato dal suo maestro, con la quale botta voleva uccidere il protagonista Capitan Fracassa. Scrissi quel racconto perché la mia famiglia, mio padre, era originario di Napoli e così un giorno ho immaginato il duello tra il Capitan Fracassa e Girolamo il Napoletano (Titta Marcelli?).
Ciao, e come si dice in napoletano “Statte accuorto”.
Stefano Marcelli
Assolutamente fantastico
E’ un grandissimo onore per un fan del “terribile” maestro romano quale io sono!
Francesco,
che copia hai del libro? Sai che c’è un originale in vendita in una libreria antiquaria di Torino? Non ho avuto il coraggio di acquistarlo, tutto sommato era a un prezzo conveniente: 4000 euro. Magari riprovo a chiedere, forse con la crisi si è abbassato.
Tu immagino avrai una copia elettronica… Dove trovo la tua email che ti mando il racconto ispiratore su Girolamo il napoletano alias Titta Marcelli.
Ciao
Stefano
Stefano,
ho rintracciato elettronicamente un paio d’anni fa almeno un paio di copie in vendita del nostro amato trattato, ma i prezzi in effetti sono sempre risultati essere nell’ordine dei 4-5000 euro. Tra tutti i maestri di scherma che ho letto posso dire che è sicuramente quello che amo di più per la prosa seicentesca, lo spirito acido e i commentini cattivi a mezza bocca espressi contro il proprio rivale Pallavicini… Ma il prezzo è un po’ troppo alto per le mie tasche, anche se mi farebbe piacere vedere meglio i suoi disegni (diciamocelo, non era un grande pittore!).
Il mio indirizzo è invece fr.lanza chiocciola gmail.com. Leggerò volentieri il tuo racconto sul tuo scontrosissimo antenato o parente (non so se hai letto il testo di Francesco Antonio, pare suo padre fosse taciturno e probabimente un po’ ruvidino… E detto da uno che non era certo un pezzo di pane come Marcelli figlio!).
Caro Francesco, ciao.
Prima di darti il racconto, voglio farti vedere una cosa carina. Il libro da cui l’ho immaginato è il Capitan Fracassa di Teofilo Gautier del 1863. Il maestro d’armi da cui i francesi più ganzi andavano a imparare (la famosa botta, che poi è la sottobotta) è chiamato “Girolamo (in italiano) le napoletain”. Non c’è alcuna prova – che io sappia – che questo e il Marcelli in questione siano la stessa persona. Tuttavia a un certo punto Gautier fa un nome di maestro che mi suona molto strano: Marcilly. Che dire? Ho scannerizzato le pagine del romanzo in cui è menzionato il maestro e la sua botto, ne ho fatto un documento in cui ho evidenziato le parti salienti… Mi dirai. Il link è questo: http://www.stefanomarcelli.com/varie/marcelli_marcilly.pdf
Fammi sapere cosa ne pensi. A presto, “Statt’ accuorto!”
Stefano
Ciao Francesco,
scusa il ritardo. Sempre che ti interessi ancora, ecco il mio racconto “Girolamo il napoletano”, ispirato senza saperlo al maestro d’arme Marcelli.
Questo il link:
http://www.stefanomarcelli.com/varie/girolamo_le_napolitain.doc
Spero ti illumini. Fammi sapere se avrai gradito.
Ciao,
Stefano
Rieccomi dopo due anni su queste pagine, a lungo disertate! Ho letto il racconto e l’ho gradito molto
Grazie di tutto!
Come vedi ora ho grossi progetti in ballo sul nostro comune amico da lungo tempo ricoperto di polvere ma mai dimenticato.