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	<title>Regole della Scherma</title>
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	<description>Un blog per fare da cronaca ai miei sforzi per capire ed utilizzare gli insegnamenti dei Maestri di scherma del 17mo secolo.</description>
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		<title>Regole della Scherma</title>
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		<title>delle cavazioni, e sue specie &#8211; parte 2a</title>
		<link>http://smarra.wordpress.com/2009/12/07/delle-cavazioni-e-sue-specie-parte-2a/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 09:11:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Lanza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Teoria]]></category>
		<category><![CDATA[Capo Ferro]]></category>
		<category><![CDATA[guadagnare la spada]]></category>
		<category><![CDATA[tecnica]]></category>
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		<description><![CDATA[Come avevamo detto nel precedente articolo, la cavazione a misura è fondamentalmente un attacco. Tramite essa cerchiamo di colpire il nemico che ha guadagnato la nostra spada e dove non è possibile per lo meno si spera di impegnarlo in una parata costringendolo alla difesa. Nella scherma nulla è sicuro e lo svantaggio in questo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=smarra.wordpress.com&blog=6070273&post=276&subd=smarra&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Come avevamo detto <a href="http://smarra.wordpress.com/2009/03/16/delle-cavazioni-e-sue-specie/">nel precedente articolo</a>, la cavazione a misura è fondamentalmente un attacco. Tramite essa cerchiamo di colpire il nemico che ha guadagnato la nostra spada e dove non è possibile per lo meno si spera di impegnarlo in una parata costringendolo alla difesa. Nella scherma nulla è sicuro e lo svantaggio in questo caso è tutto nostro. Se siamo rapidi e bravi almeno non verremo trapassati, perchè creiamo opposizione sulla lama nemica, e se siamo MOLTO bravi e MOLTO rapidi il nemico verrà colpito.<br />
<span id="more-276"></span></p>
<p>La scherma è un gioco che si fa in due e quindi penso che non sorprenderà nessuno se chiamerò anche l&#8217;avversario a partecipare al divertimento, mentre descrivo i quattro tipi di cavazione di cui ci parla Marcelli. Giocando con tempi, misura e rapporto delle lame è possibile complicare parecchio la faccenda:</p>
<ul>
<li>Mezza Cavazione: un piccolo moto con il quale si porta la lama sotto a quella nemica, liberandola dall&#8217;impegno ma senza portarla dall&#8217;altra parte. Si intuisce che Francesco Antonio favorisca molto questa particolare mossa, che è un&#8217;ottima maniera per tornare alla Prima Guardia marcelliana (spada parallela al suolo all&#8217;altezza della vita). E&#8217; lasciato (apertamente) all&#8217;intuito del lettore il modo migliore per usare la mezza cavazione&#8230; Il mio parere è che sia ottimo arretrando e tornando ad una guardia molto difendibile come la Prima. Allo stesso tempo è una fantastica finta. Per chi è un Capoferriano, le tavole 7, 16 e 18 del <em>Gran Simulacro</em> sono degli ottimi punti di riferimento: l&#8217;alcolizzato di Cagli sembra descrivere una mossa potenzialmente identica da parte del &#8220;giocatore accorto&#8221; che vuole sconfiggere chi gli ha stretto (=guadagnato) la spada. Dico potenzialmente perchè ci sono delle interessanti condizioni iniziali&#8230; Nel caso di Capo Ferro si cava portando indietro la vita <em>e poi si completa la cavazione</em>. Io direi proprio che si tratti di una mezza cavazione, per quanto breve, che approfitta dei centimetri rubati al nemico per guadagnare il ferro di un avversario indotto all&#8217;attacco. Va notato che in questo caso, come in qualsiasi altro, il braccio non deve essere arretrato ma tenuto fermo. E&#8217; il peso che arretra leggermente!</li>
<li>Cavazione: il movimento compiuto portando la propria lama da una parte all&#8217;altra della spada nemica. Come descritto prima, qui o ci si ferma o si va direttamente all&#8217;attacco, considerati tempo e misura.</li>
<li>Controcavazione: qui il divertimento sale alle stelle! Si tratta di quel moto con il quale l&#8217;avversario, avendo guadagnato la vostra spada, alla vostra cavazione cava pure lui, tornando esattamente alla situazione precedente. Questa mossa è particolarmente efficace contro chi cava e non attacca pur essendo a misura, specie se è soggetto come molti a certi automatismi che lo portano a cavare non appena l&#8217;avversario gli guadagna la spada. Ebbene sì, cavare può risultare automatico moooolto facilmente&#8230;</li>
<li>Ricavazione: è il livello successivo e ad ogni reiterazione diventa sempre più astruso e difficile. Funziona così: io guadagno, lui cava, io controcavo e lui ricava. Tanto di cappello.</li>
</ul>
<p>Ok, direi che dopo 9 mesi di attesa posso dire di aver completato il discorso su questo capitolo di <em>Le Regole della Scherma</em>. Come vedete ci sarebbero gli spunti per discutere all&#8217;infinito sulla faccenda, ma tanto si tratta di un argomento pervasivo e molto complesso, che tornerà fuori naturalmente. Spero di iniziare presto a parlare del prossimo argomento, il guadagno!</p>
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		<title>Palestra Svecana</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 07:20:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Lanza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[excursus]]></category>
		<category><![CDATA[risorse online]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

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		<description><![CDATA[La dedica di questo libro è datata Stoccolma, 30 settembre 1693. Assieme al Cum gratia et privilegio S: Reg. Majestatis è più o meno tutto quello che riesco a leggere del trattato, se si eccettua anche il nome dell&#8217;autore: Diederich Porath.

E&#8217; un manuale di scherma completamente scritto in svedese, con uno stile che pare molto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=smarra.wordpress.com&blog=6070273&post=269&subd=smarra&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>La dedica di <a href="http://www.hroarr.com/manuals/sabre-cutlass-broadsword-rapier/Porath-Diederich-Palaestra-Svecana-1693.pdf">questo libro</a> è datata Stoccolma, 30 settembre 1693. Assieme al <em>Cum gratia et privilegio S: Reg. Majestatis</em> è più o meno tutto quello che riesco a leggere del trattato, se si eccettua anche il nome dell&#8217;autore: Diederich Porath.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-270" title="Porath-Diederich-Palaestra-Svecana-1693-guardia" src="http://smarra.files.wordpress.com/2009/10/porath-diederich-palaestra-svecana-1693-guardia.png?w=530&#038;h=318" alt="Porath-Diederich-Palaestra-Svecana-1693-guardia" width="530" height="318" /></p>
<p>E&#8217; un manuale di scherma completamente scritto in svedese, con uno stile che pare molto francese. L&#8217;arma usata non è una spada da filo seicentesca, si avvicina di più ad uno spadino francese molto lungo. La guardia è nettamente da spadino, con il peso sulla gamba posteriore ma i piedi tenuti a distanza piuttosto ravvicinata. La stoccata è invece molto estesa in avanti e se non si porta con sè la mano a proteggere il corpo e il volto la lascia cader giù, anche più che in alcuni stili del &#8216;700 francese. Il che è buffo, invero, perchè a quanto ne so Liancour scrisse il proprio trattato sullo spadino giusto un anno prima, nel 1692&#8230; E quindi pare che gli svedesi abbiano rischiato di descrivere l&#8217;uso di quest&#8217;arma anche prima di quanto non fecero i ranocchi, popolo molto restio a mettere su carta la propria arte delle armi, almeno fino al 18mo secolo.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-271" title="Porath-Diederich-Palaestra-stoccata-1" src="http://smarra.files.wordpress.com/2009/10/porath-diederich-palaestra-stoccata-1.png?w=513&#038;h=320" alt="Porath-Diederich-Palaestra-stoccata-1" width="513" height="320" /></p>
<p>Tutto questo per dire che sette anni dopo Marcelli e 5 prima di Di Mazo in Svezia si guardava già alla Francia come punto di riferimento per la scherma, e proprio questi due autori segnarono il crepuscolo della nostra produzione di trattati. Il vuoto perdurò per 100 anni, un&#8217;eclisse totale di fronte allo strapotere dello spadino francese.</p>
<p>Strapotere trattatistico, per lo meno, perchè come sappiamo la spada italiana sopravvisse peculiare e dette ottima prova di sè anche ai tempi di Napoleone, quando gli ufficiali napoletani dimostrarono il loro valore in duello contro gli ufficiali francesi, pur usando tutt&#8217;altra arma e tutt&#8217;altro stile. Ma questa è un&#8217;altra storia.</p>
<p>Ho segnalato questo trattato svedese sia per la vicinanza cronologica che per quella &#8220;nazionale&#8221;. Le <em>Regole della Scherma</em> di Marcelli, infatti, sono dedicate a Cristina Alessandra di Svezia. Ma c&#8217;è un trucco, e il paese scandinavo c&#8217;entra molto poco: in quegli anni <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Christina_of_Sweden">Cristina</a> non era più regina da molto tempo, aveva abdicato dopo essersi convertita al cattolicesimo. Nel 1668 si era trasferita a Roma per la terza volta, nella città del nostro Francesco Antonio. A quanto pare l&#8217;erede della scuola dei Marcelli la conosceva in qualità di ricchissima mecenate delle arti. La stagionata ma sempre affascinante ex-regina potrebbe anche aver finanziato il progetto del mio trattato preferito, per quanto ne so: stampare un libro non era certo una spesa insignificante.</p>
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		<title>Excursus 7 &#8211; Passeggio</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 20:58:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Lanza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[excursus]]></category>
		<category><![CDATA[movimento]]></category>
		<category><![CDATA[tecnica]]></category>
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		<description><![CDATA[Come mormora la mia attuale Vittima, che non cerca neppure di nascondere i propri sentimenti, il passeggio è noioso.
Purtroppo è anche irrinunciabile. Già: noioso ed irrinunciabile&#8230; Suona come un buffo contraltare al &#8220;Necessarie e pericolose&#8221; che Marcelli usa per descrivere le cavazioni. Purtroppo per la Vittima, io non sono una persona che si annoia molto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=smarra.wordpress.com&blog=6070273&post=264&subd=smarra&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Come mormora la mia attuale Vittima, che non cerca neppure di nascondere i propri sentimenti, il passeggio è noioso.</p>
<p>Purtroppo è anche irrinunciabile. Già: <em>noioso ed irrinunciabile</em>&#8230; Suona come un buffo contraltare al <em>&#8220;Necessarie e pericolose&#8221;</em> che Marcelli usa per descrivere <a href="http://smarra.wordpress.com/2009/03/16/delle-cavazioni-e-sue-specie/">le cavazioni</a>. Purtroppo per la Vittima, io non sono una persona che si annoia molto presto delle basi. </p>
<p>Sono anzi rassicurato dagli esercizi ripetitivi, da quella semplice sensazione che pian piano si sviluppa nelle ere geologiche e che ti fa capire senza bisogno di catarsi e rivelazioni di tipo mistico fantozziano che sei immensamente meglio di quanto non fossi <a href="http://smarra.wordpress.com/2009/02/21/excursus-6/">mesi fa</a>.</p>
<p>Intendiamoci: il passeggio è la mia creatura di Pet Society schermistica, e il fatto che quello tardo-seicentesco sia così particolare ne ha fatto per me un oggetti di venerazione mistica, di odio, di amore, di studio e di interesse continuo. Perchè per diana, non credo esista un buon combattente che passeggi male. E il passeggio è un dio spietato. Ahem&#8230;</p>
<p>Probabilmente il mio più grosso errore è stato quello di renderlo oggetto di venerazione mistica. La perfezione non è di questo mondo, e il tono ricco di enfasi di un romano morto non è sempre il modo migliore di affrontare serenamente il proprio dubbio esistenziale. Devi farlo così. Devi tenere la gamba rigida. Devi procedere in modo regolare, senza ondeggiamenti. Di questi tre, quello che vale davvero è l&#8217;ultimo&#8230; Non va bene perdere l&#8217;equilibrio neanche per un millisecondo. Ma ossessionarsi sui dettagli vuol dire perdere la visione di insieme. Tant&#8217;è vero che uno migliora solo con il tempo. Magari mettendo in dubbio quello che si fa, andando a caccia di qualche guru su Internet e imprecando un sacco. </p>
<p>E per l&#8217;appunto il tempo è passato, ho superato un po&#8217; di crisi e il mio passeggio mi soddisfa. Almeno quello di due tipi: il marcelliano, ereditato poi dalla scherma napoletana, e persino quello di Di Mazo, per il quale non ho trovato ancora un termine adatto, inizia carburare. Di Mazo&#8230; Gli americani, bravi con le parole, hanno battezzato il suo passeggio <em>chasing step</em>. Molto probabilmente, in realtà, lo usava anche Capo Ferro, dato che diceva che <em>&#8220;Un piede deve cacciare l&#8217;altro&#8221;</em>.</p>
<p>A chi di voi intendesse mettere in pratica gli insegnamenti del nostro caro ebreo veneziano, non posso che consigliare la pazienza. Muovere prima la gamba posteriore mantenendo l&#8217;anteriore rigida è dura, ma non impossibile. Volete mantenere il peso quanto possibile sulla gamba posteriore, ed evitare di avanzare con tutto il corpo prima di muovere la gamba anteriore! </p>
<p>Io ho risolto così, e raggiungo una buona somiglianza alle immagini strane del trattato di Di Mazo: immaginate che le vostre gambe siano una tenaglia (o la chela di una granceola, per essere DAVVERO filologici) e chiudetele con i muscoli dei glutei, un po&#8217; come se alle vostre spalle fosse apparso Bubba, il vostro amichevole compagno di cella gigante venuto da Detroit. Finora è il modo meno traumatico e più efficace che ho scoperto. Anche se, c&#8217;è da dirlo, quando c&#8217;è Bubba in ballo i traumi si sprecano&#8230; Tanta fortuna, colleghi schermidori!</p>
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	</item>
		<item>
		<title>Marcelli ci piace anche se ha perso qualche pezzo</title>
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		<comments>http://smarra.wordpress.com/2009/09/30/marcelli-ci-piace-anche-se-ha-perso-qualche-pezzo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 17:05:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Lanza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Teoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Riprendo a scrivere su questo blog perchè ho ricominciato a coltivare seriamente la mia passione per il 1600 e la sua scherma. Non ho mai pensato di abbandonarlo, invero, ma i momenti di pausa aiutano a digerire le nozioni apprese!
Prendendo in mano Marcelli dopo un po&#8217;, lo stesso mi stupisco per le piccole cose che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=smarra.wordpress.com&blog=6070273&post=257&subd=smarra&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Riprendo a scrivere su questo blog perchè ho ricominciato a coltivare seriamente la mia passione per il 1600 e la sua scherma. Non ho mai pensato di abbandonarlo, invero, ma i momenti di pausa aiutano a digerire le nozioni apprese!</p>
<p>Prendendo in mano Marcelli dopo un po&#8217;, lo stesso mi stupisco per le piccole cose che riesco a scoprire in più ad ogni lettura. Un po&#8217; è l&#8217;acquisizione di altri trattati, un po&#8217; la pratica, un po&#8217; la teoria assorbita da 1000+ video sull&#8217;argomento (YouTube e le mattinate libere, accoppiata micidiale), un po&#8217; è il cervello che lavora e decanta.</p>
<p>Questo post lo dedico alle strane defaillance del mio primo amore trattatistico, che a distanza di 300 anni è riuscito ad appassionarmi grazie alla sua personalità, competenza e stupefacente antipatia/simpatia. Intendiamoci: quasi nessuno ha scritto un trattato altrettanto completo. <strong>Per questo i vuoti si notano a chilometri di distanza quando sai riconoscerli.</strong> Per fortuna, i mezzi per risolvere i problemi li ho, ma ogni tanto vi garantisco che resto davvero perplesso di fronte al libro di Francesco Antonio Marcelli.</p>
<ul>
<li>Marcelli spiega il passeggio, ma solo come avanzare e rompere misura con un doppio passo, non come arretrare</li>
<li>Marcelli non spiega le posizioni della mano. Cita solo Terza, Quarta e Seconda (in quest&#8217;ordine), e poi prosegue allegramente parlando delle sue guardie, ovverosia Prima, Seconda e Terza. Se ne frega del fatto che la sua Prima è tenuta <em>di terza in quarta</em> e tanto per aggiungere &#8220;chiarezza&#8221; chiama lo scanzo di vita noto come Inquartata anche &#8220;La Quarta&#8221;</li>
<li>Di fatto, in Marcelli la prima (come posizione della mano) non c&#8217;è in tutto il libro, non viene neppure nominata, pure essendo la posizione in cui ci si trova estraendo la spada.</li>
<li>Marcelli usa una botta dritta diversa con spada sola e spada e daga e non spiega mai il perchè della differenza. Per la cronaca, quella di spada e daga è <em>con il ginocchio anteriore dritto</em></li>
<li>Marcelli non prende in considerazione la mano sinistra. <em>&#8220;Potete giocarvela a vostro bell&#8217;agio in aria&#8221;</em></li>
</ul>
<p>Ma che vi devo dire? Se hai scritto uno dei migliori trattati di scherma della storia ti si può perdonare qualche dimenticanza.</p>
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		<title>Villardita online</title>
		<link>http://smarra.wordpress.com/2009/06/10/villardita-online/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 05:27:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Lanza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Davvero troppo tempo che non sono in grado di scrivere su questo blog! Un vero peccato, ma purtroppo quella brutta bestia chiamata lavoro ha risucchiato tutte le mie energie e gran parte della voglia di vivere, e nel frattempo, da bravo Renaissance Man mi sono pure impegnato nello studio del famosissimo I.33, il più antico [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=smarra.wordpress.com&blog=6070273&post=255&subd=smarra&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Davvero troppo tempo che non sono in grado di scrivere su questo blog! Un vero peccato, ma purtroppo quella brutta bestia chiamata lavoro ha risucchiato tutte le mie energie e gran parte della voglia di vivere, e nel frattempo, da bravo Renaissance Man mi sono pure impegnato nello studio del famosissimo <strong>I.33</strong>, il più antico manuale di combattimento di spada della storia occidentale&#8230; Ma posso dire tranquillamente che scherma è scherma, e quando sei con una spada in mano i concetti tendono a riaffiorare in modo molto familiare. Più bravo divento con spada e brocchiere, più ricettivo sarò in quella del XVII° secolo.</p>
<p>Ma bando alle ciance: tanto per aggiungere qualcosa di davvero utile ed interessante alla nostra esperienza di schermidori secenteschi, segnalo che finalmente sono apparsi online ben due trattati del <strong>Villardita</strong>, un Marcelliano che scriveva addirittura prima di Francesco Antonio, ed era allievo di Titta suo padre.</p>
<p><a href="http://a2.lib.uchicago.edu/pip.php?/pres/2009/pres2009-0563.pdf">La scherma Siciliana : ridotta in compendio &#8230; / da Giuseppe Villardita, communemente detto Il Nicosioto (1670)</a></p>
<p><a href="http://a2.lib.uchicago.edu/pip.php?/pres/2009/pres2009-0564.pdf">Trattato della scherma Siciliana (1673)</a></p>
<p>Inoltre, segnalo il fatto di aver potuto finalmente mettere mano ad una copia leggermente più leggibile della Spada Maestra del mio secondo ispiratore, quel grandissimo psicopatico di Bondì di Mazo. Purtroppo, la copia è cartacea, non scaricabile da Internet.</p>
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	</item>
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		<title>delle cavazioni, e sue specie</title>
		<link>http://smarra.wordpress.com/2009/03/16/delle-cavazioni-e-sue-specie/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 18:09:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Lanza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Teoria]]></category>
		<category><![CDATA[fabris]]></category>
		<category><![CDATA[guadagnare la spada]]></category>
		<category><![CDATA[guardie]]></category>
		<category><![CDATA[tecnica]]></category>

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		<description><![CDATA[Le cauationi ſono neceſſarie, e pericoloſe&#8230;
Questo è l’incipit con cui Francesco Antonio Marcelli inizia il suo capitolo dedicato a questa mossa vitale nella scherma. Incipit un po’ circospetto, e celebrato dal Gelli come una buffonata, essendo questo storiografo e schermidore ottocentesco completamente incapace di contestualizzare i concetti espressi da un maestro di duecento anni prima. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=smarra.wordpress.com&blog=6070273&post=236&subd=smarra&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><blockquote><p>Le cauationi ſono neceſſarie, e pericoloſe&#8230;</p></blockquote>
<p>Questo è l’incipit con cui Francesco Antonio Marcelli inizia il suo capitolo dedicato a questa mossa vitale nella scherma. Incipit un po’ circospetto, e celebrato dal Gelli come una buffonata, essendo questo storiografo e schermidore ottocentesco completamente incapace di contestualizzare i concetti espressi da un maestro di duecento anni prima. Gelli era perfettamente convinto come tutti quelli della sua epoca che la scherma fosse un’evoluzione lineare prima d’essere un frutto di armi, uomini e tempi in essa coinvolti. Ma lasciamo da parte le critiche al modo di pensare ottocentesco, periodo che in effetti non incontra il mio gusto, per addentrarci nelle spiegazioni sorprendentemente raffinate del nostro trattatista.<br />
<span id="more-236"></span><br />
Una cavazione è un movimento con il quale portate la vostra lama da un lato all’altro di quella avversaria, passando sotto di essa. Per poter cavare dovete usare solo il vostro polso, non tutto il braccio, e il movimento deve essere il più breve, economico, modesto e imprevedibile che vi riesca. Il Marcelli spiega che secondo lui il movimento della cavazione non deve essere ovoidale nè tanto meno circolare, ma in linea retta. Molto strano vero?</p>
<p>Cerchiamo di spiegarci cosa intende dire (segue la mia interpretazione del testo di Marcelli): <em>“</em>[la cavazione]<em> va eseguita in una linea retta continua, radendo con la punta sotto la lama del nemico, per evitare di fare con la rapidità del movimento del pugno un moto troppo grande, o troppo visibile. Il che viene molto bene nella prima guardia, la quale si gioca con la punta bassa</em> [NB: parallela al suolo all’altezza della vita]<em>, dalla quale ci si può muovere liberamente e senza costrizione, e si può cavare la spada da sotto quella dell’avversario, operando con un moto breve, improvviso e rapido”</em>.</p>
<p>Il mio parere è che ovviamente Marcelli non voglia costringerci a cercare di passare <em>attraverso</em> la spada dell’avversario in una  linea retta, ma semplicemente intenda dirci di approfittare di ogni spazio libero, facendo il movimento più breve possibile per liberare la spada. La sua <a href="http://smarra.wordpress.com/2009/01/07/del-modo-di-accomodarsi-in-guardia/">prima guardia</a>, in effetti, permette il movimento in linea retta (e vorrei anche vedere), ma la seconda già pone la lama da un lato della spada avversaria, e la terza è ancora più svantaggiosa, e deve “circolare” per forza. Per questo Marcelli ritiene le altre due guardie più soggette ai guadagni dell’avversario.</p>
<p>Questo ci porta al tema principale. A che serve cavare? Ci sono due specie di cavazioni, e ciascuna ha scopi e premesse differenti.</p>
<ul>
<li><strong>Cavazioni fuori misura:</strong> se si sta fuori dalla portata delle stoccate avversarie si può cavare e ricavare liberamente, perchè in questo caso le cavazioni sono sì necessarie, ma non certo pericolose, anzi sono vantaggiosissime, impedendo all’avversario di chiudere le nostre linee di attacco e quindi di iniziare i guadagni. Qui cincischiare con l’avversario è ammesso! Ricordate <a href="http://smarra.wordpress.com/2009/02/26/della-misura/">il mio post sulla misura</a>? Beh, qui ne siete fuori, e per definizione siete al sicuro come se foste in un altro paese.</li>
<li><strong>Cavazioni a misura:</strong> qui non si scherza più. Siete stati fregati dall’avversario e siete stati posti in una situazione di svantaggio (cioè, l’avversario ha guadagnato la vostra spada). Ora siete in guai seri. Non potete attaccare, e se l’avversario avanza ancora, non potrete neppure difendervi, perchè la fisica è contro di voi e il suo forte sta dominando il vostro debole. Qui la cavazione assume tutto il suo tono drammatico di lotta tra la vita e la morte, e se continuate a leggere inizierete a rispettare come me il mostruoso sangue freddo dei maestri di scherma del seicento. Perchè, fate bene attenzione, <em>la cavazione a misura è un attacco</em>.</li>
</ul>
<p>Ragioniamoci un po’ su. Non avete assolutamente altre vie d’uscita: una stoccata dritta è un tempo solo, una cavazione è due tempi (<strong>1.</strong> sottraete la spada da un lato e <strong>2.</strong> la riportate sull’altro). Potenzialmente, quindi, la stoccata dritta è sempre più veloce di una cavazione. Per salvarvi, l’unica speranza è l’attacco, che è anche tutto quello che potete fare per deviare la spada di un nemico addestrato. Siccome guadagnare la spada non è normalmente sufficiente a mettere in condizione di tirare una botta, l’avversario che sa il fatto suo si accontenta di guadagnare quanto può e quindi costringervi a cavare, e a quel punto non dovrà fare altro che spingere in avanti la sua lama, facendo opposizione alla vostra che disperatamente si risolleva e cerca di parare.</p>
<p>Per questo, una volta sottoposti a guadagno, dovrete cavare e colpire nello stesso movimento, sperando di essere più veloci dell’avversario, più pronti, più decisi. Avete in effetti meri millisecondi per guadagnare la spada dell’avversario dall’altro lato. Fabris descrive la cavazione come una spirale allungata, questo perchè la punta viene sottratta da un lato, ma ora che arriva dall’altro è già lanciata alla velocità massima possibile verso il bersaglio. </p>
<p>Insomma, per ribadire il concetto, cavare la spada e portarla dall&#8217;altra parte senza concludere nulla è semplicemente offrire un tempo all&#8217;avversario. <strong>Un tempo di cui non è banale approfittarsi</strong>, ma che il vero schermidore seicentesco è addestrato per cogliere.</p>
<p>Per ora interrompo il discorso, avendo già scritto moltissimo, ma presto completerò l’argomento e poi passerò subito al guadagno di spada, che ho già nominato abbondantemente e che a parer mio è concetto inscindibile dalle cavazioni.</p>
<p><strong>aggiornamento:</strong> <a href="http://smarra.wordpress.com/2009/12/07/delle-cavazioni-e-sue-specie-parte-2a/">ho scritto la seconda parte di questo post</a>.</p>
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	</item>
		<item>
		<title>stoccata di quarta (il metodo di Bondì di Mazo)</title>
		<link>http://smarra.wordpress.com/2009/03/09/stoccata-di-quarta-il-metodo-di-bondi-di-mazo/</link>
		<comments>http://smarra.wordpress.com/2009/03/09/stoccata-di-quarta-il-metodo-di-bondi-di-mazo/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 18:42:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Lanza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Teoria]]></category>
		<category><![CDATA[immagini]]></category>
		<category><![CDATA[tecnica]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre mi riprendevo dalla pseudo influenza di questi giorni, ho esaminato attentamente il testo di Bondì di Mazo, cercando di riordinare per bene i suoi concetti in modo che la mia mente più abituata all&#8217;italiano dei giorni nostri potesse comprenderlo appieno. Di Mazo schermisce in modo un po&#8217; diverso da Marcelli, come vedete dalla figura [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=smarra.wordpress.com&blog=6070273&post=226&subd=smarra&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Mentre mi riprendevo dalla pseudo influenza di questi giorni, ho esaminato attentamente il testo di Bondì di Mazo, cercando di riordinare per bene i suoi concetti in modo che la mia mente più abituata all&#8217;italiano dei giorni nostri potesse comprenderlo appieno. Di Mazo schermisce in modo un po&#8217; diverso da Marcelli, come vedete dalla figura e dal testo. Ma saranno più le differenze o i punti di contatto? Difficile da giudicare.</p>
<p><img src="http://smarra.files.wordpress.com/2009/03/stoccata-bondi-di-mazo.png?w=450&#038;h=226" alt="stoccata-bondi-di-mazo" title="stoccata-bondi-di-mazo" width="450" height="226" class="aligncenter size-full wp-image-229" /><br />
<span id="more-226"></span><br />
Ma passiamo ad esaminare il testo tratto da <em>La Spada Maestra</em>:</p>
<blockquote><p><em>La stoccata di quarta, che dimostra la seguente figura, è la prima botta, che di deve imparare per agiustar la vita, e farsi tutte le altre veloce, essendo questa, e la seguente di seconda i primi fondamenti della scherma. Prima dirò che da chi si sia si deve imparare le sudette due botte almeno, senza che si ponghi il petto da difesa per potersi avezzare al conoscimento della misura, perchè quello che insegna quando non ha il suddetto petto prende le botte pennate, e non fa far arco della spada nel farsi portar la botta, e così resta in giusta pianta, senza appoggio, e a pennata misura, che è dove può giungere la botta nè più, nè meno, e non sotto misura, spingere la detta botta si deve in un momento per il debole della spada del nemico con il forte senza ritirare il braccio, voltando nel camino di quarta meno un niente la spada, portando nell&#8217;istesso tempo il piede d&#8217;avanti avanti quanto si può allungare, e non più, tenendo fermo quello di dietro in terra conforme stà senza scorrere con esso nè alzarlo niente; restando il finimento del braccio della spada a retta linea del calcagno medemo [=medesimo], e il braccio sinistro in dietro al gallone, ma che non passi, perchè si venirebbe a fare spallata scoprire il petto, e a crollare con la vita, con la detta palma aperta di dentro si nelle stoccate come nelle imbroccate, che gli occhi sopravanzino dalla guardia della spada con il capo bene aggiustato acciò non possa esser offeso, e tutto ciò devesi fare in un tempo.</em></p></blockquote>
<p>L&#8217;italiano è <strong>quasi</strong> come il nostro. Ma ho ritenuto che per comprendere meglio il testo mi fosse necessario riadattarlo ed interpretarlo. Vediamo cosa ho scoperto:</p>
<blockquote><p>La stoccata di quarta, che dimostra la seguente figura, è la prima botta che si deve imparare per aggiustare la posizione, e per fare tutte le altre velocemente. Essa è assieme alla successiva di seconda il primo fondamento della scherma. Per prima cosa dirò che chiunque vi insegnasse a tirarla, da lui dovreste imparare a farla senza che inizialmente metta il petto da difesa, perchè così vi abituerete a riconoscere la misura. </p></blockquote>
<p>Qui Bondì ci parla del &#8220;petto da difesa&#8221;. Un <strong>piastrone</strong>, insomma!</p>
<blockquote><p>Questo perchè chi insegna quando non ha suddetto “petto” prenderà le botte a giusta misura (pennate), e non permetterà che inarchiate la vostra lama quando gliele tirate.</p></blockquote>
<p>Da come l&#8217;ho interpretato io, qui si parla di colpire a misura perfetta, senza far inarcare una &#8220;smarra&#8221;, una spada da pratica senza punta nè filo. Del resto l&#8217;istruttore non desidera particolarmente essere dolorosamente colpito al petto un centinaio di volte a serata <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> . Quel &#8220;pennata&#8221; è un&#8217;espressione alquanto strana.</p>
<blockquote><p>E così si resta nella giusta pianta e senza appoggio, e a misura perfetta, che è dove può giungere la botta, nè più, nè meno e non sotto misura. </p></blockquote>
<p>Interessante: ovviamente se colpite appoggiate il peso del vostro corpo sul bersaglio. In una spada da allenamento, il peso viene assorbito dalla lama che si piega, nel caso di una lama vera, trapassate l&#8217;avversario. Con questo metodo restate &#8220;senza appoggio&#8221;, perchè colpite appena l&#8217;avversario restando a misura giusta. Più o meno come se tiraste le stoccate all&#8217;aria, insomma!</p>
<blockquote><p>[Per tirare la botta] si deve spingere in un unico istante attraverso il debole della lama nemica con il proprio forte senza ritirare il braccio, voltando di quarta la spada durante il movimento,</p></blockquote>
<p>Di quarta meno un niente -di quarta leggermente inclinata in terza? Direi di sì.</p>
<blockquote><p>portando contemporaneamente in avanti il piede della sua lunghezza e non più.</p></blockquote>
<p>Qui dice “quanto si può allungare, e non più”. Non credo che dica che ci si debba buttare in avanti quanto si riesce, sarebbe contrario ai suoi contemporanei. Io scelgo di interpretarlo con &#8220;avanzando il piede per la sua stessa lunghezza, e non più&#8221;, come in Marcelli Per la cronaca, il disegno coincide con la mia interpretazione, metro alla mano.</p>
<blockquote><p>Il piede di dietro va tenuto fermo nella stessa posizione, senza scorrerlo in avanti nè alzarlo per nulla, restando il polso della mano che regge la spada in linea retta con il calcagno della stessa gamba,</p></blockquote>
<p>Ovviamente qui si sta parlando di tenersi perfettamente profilati, con la punta del piede verso il nemico, e sulla stessa linea anche il ginocchio e la mano che regge la spada. Così la mano riesce anche a chiudere meglio la linea fuori dal corpo.</p>
<blockquote><p>e il braccio sinistro va esteso indietro, sopra alla coscia ma facendo attenzione a non passarla, perchè questo torcerebbe la vita, la farebbe cadere in avanti scoprendo la linea di fuori.</p></blockquote>
<p>Un possibile problema di un principiante è quello di buttare il braccio indietro con troppa violenza, tanto che supera la coscia posteriore e rovina l&#8217;allineamento del corpo.</p>
<blockquote><p>Tenete la palma di questa mano aperta verso dentro, sia nelle stoccate come nelle imbroccate. E fate in modo che gli occhi siano appena sopra la coccia della spada, con il viso tenuto ben protetto da essa in modo che non possa essere offeso. E tutto ciò si deve fare in un solo tempo.</p></blockquote>
<p>E&#8217; qui è tutto chiaro.</p>
<p>E&#8217; da far notare che Di Mazo non parla precisamente di quanto ci si debba chinare in avanti, ma dalle figure si evince che lo ritiene necessario. Come ben <a href="http://smarra.wordpress.com/2009/01/17/della-stoccata-dritta-e-del-modo-di-tirarla-bene/">ricorderete</a>, Marcelli lo sconsiglia vivamente. Come altro appunto, vorrei far notare due altre particolarità: </p>
<ul>
<li>Guardate bene la mano all&#8217;altezza della vita che si riscontra nella figura: non è un ghiribizzo artistico, ma la tecnica corretta che permette il recupero più veloce, ed evita di sconcertarvi troppo durante l&#8217;affondo.</li>
<li>Guardate il ginocchio e la caviglia: anche qui non sono piegati per nulla, ma perfettamente ortogonali al suolo.</li>
</ul>
<p>A voi scegliere se preferite questo metodo settentrionale o quello meridionale di Francesco Antonio Marcelli.</p>
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	</item>
		<item>
		<title>risorse utili 1</title>
		<link>http://smarra.wordpress.com/2009/03/06/risorse-utili/</link>
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		<pubDate>Fri, 06 Mar 2009 19:14:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Lanza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Teoria]]></category>
		<category><![CDATA[excursus]]></category>
		<category><![CDATA[tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>

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		<description><![CDATA[Scusate la lunga assenza! Come al solito, il lavoro mi occupa troppo tempo, davvero troppo. In più, ho preso un malo morbo, un&#8217;influenza/infreddatura/peste di una certa importanza. Ma bando alle ciance: sono qui per inaugurare un nuovo tipo di post, che non so se avrà molto seguito, ma che ritengo utile al lettore occasionale e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=smarra.wordpress.com&blog=6070273&post=220&subd=smarra&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Scusate la lunga assenza! Come al solito, il lavoro mi occupa troppo tempo, davvero troppo. In più, ho preso un malo morbo, un&#8217;influenza/infreddatura/peste di una certa importanza. Ma bando alle ciance: sono qui per inaugurare un nuovo tipo di post, che non so se avrà molto seguito, ma che ritengo utile al lettore occasionale e non, ed alla mia memoria. Voglio infatti segnalare delle risorse utili allo studioso/studente/artista della spada seicentesca, rintracciate grazie ad uno dei pochi talenti che mi ha dato la natura: la capacità di trovare informazioni su Internet.<br />
<span id="more-220"></span><br />
Questa mattina ho trovato infatti questi filmati, ripresi ad una riunione della SCA Americana. Tralasciando gli abiti buffi, la lezione <strong>sul guadagnare la spada</strong> a parer mio è ottima e molto pratica. Il signore spiega una tecnica un po&#8217; più vecchia di quella che è obiettivo di questo blog (cita <strong>Fabris</strong> almeno due volte), ma il suo discorso fila, e mette nero su bianco alcune questioni fondamentali di questo tipo di scherma. Chiaramente, dovrete essere fluidi tanto nella lingua albionica quanto nell&#8217;accento yankee per capire qualcosa!</p>
<ul>
<li><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Ij2D4NRXyH4&amp;feature=related">Video 1</a></li>
<li><a href="http://www.youtube.com/watch?v=WUH5FRZU4VM&amp;feature=related">Video 2</a></li>
<li><a href="http://www.youtube.com/watch?v=zGXlpQHZt4Y&amp;feature=related">Video 3</a></li>
<li><a href="http://www.youtube.com/watch?v=FQGdvM4a8Io&amp;feature=related">Video 4</a></li>
</ul>
<p><em>Aggiornamento 7/3/2009</em>: Continuando a spulciare, ho trovato un&#8217;altra sua lezione sulla stoccata dritta:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.youtube.com/watch?v=EiA6kOZbIGg">Video 1</a></li>
<li><a href="http://www.youtube.com/watch?v=dU76PXo5Mho">Video 2</a></li>
<li><a href="http://www.youtube.com/watch?v=ijtdlmp7ICg">Video 3</a></li>
</ul>
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			<media:title type="html">Francesco Lanza</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>della misura</title>
		<link>http://smarra.wordpress.com/2009/02/26/della-misura/</link>
		<comments>http://smarra.wordpress.com/2009/02/26/della-misura/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 16:33:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Lanza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Teoria]]></category>
		<category><![CDATA[dottrina]]></category>
		<category><![CDATA[movimento]]></category>

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		<description><![CDATA[Dei tre elementi che Marcelli ritiene necessari perchè un Caualiero sia in grado di combattere con la spada, l’ultimo è la misura. Del tempo abbiamo già trattato, e del modo, beh, non si finisce mai di trattare!
E per usare le parole di Francesco Antonio stesso:
&#8220;Imperoché, ſe un giocatore praticarà vn’attione fuor di Miſura, benchè la [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=smarra.wordpress.com&blog=6070273&post=215&subd=smarra&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Dei tre elementi che Marcelli ritiene necessari perchè un <em>Caualiero</em> sia in grado di combattere con la spada, l’ultimo è <strong>la misura</strong>. Del <a href="http://smarra.wordpress.com/2009/02/02/del-tempo/">tempo</a> abbiamo già trattato, e del modo, beh, non si finisce mai di trattare!<br />
E per usare le parole di Francesco Antonio stesso:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Imperoché, ſe un giocatore praticarà vn’attione fuor di Miſura, benchè la faccia co’l ſuo vero Modo di farla, e nel ſuo vero Tempo; non è dubio, che l’attione, non arriuando a colpire, non hauerà la terminatione, perchè non ſi troua nella diſtanza perfetta del colpo.&#8221;</em></p></blockquote>
<p><span id="more-215"></span>Ed ecco qui tutto il concetto della misura secondo il nostro buon Romano: la distanza a cui uno schermidore può colpire agevolmente con la forma prescritta della <a href="http://smarra.wordpress.com/2009/01/17/della-stoccata-dritta-e-del-modo-di-tirarla-bene/">sua stoccata dritta</a>. E se non sapete fin dove potete raggiungere, non potete combattere.</p>
<p><strong>Cadrete infatti in due possibili tranelli:</strong> se tendete ad avvicinarvi troppo, sarete nel raggio di azione del nemico, esposti ai suoi guadagni di spada, ed in pericolo. Se state troppo lontani, e cercate di colpire da distanze siderali l’avversario, il risultato sarà altrettanto tragico: il vostro colpo non potrà fare nulla, ma vi porterà sicuramente nella misura nemica, esponendovi alle sue risposte.</p>
<p>L&#8217;assenza di senso della misura è davvero tipico del principiante, e diventa amara ironia e fonte di sbigottimento per il tipico novizio giudizioso ma un po&#8217; troppo cauto. Se appartenete o siete appartenuti a questa specie, sono certo che potete ricordare un numero imbarazzante di volte in cui siete stati &#8220;massacrati&#8221; perchè vi siete fermati indecisi nell&#8217;area minacciata dalla punta dell&#8217;avversario, non attaccando perchè non vedevate alcuna apertura &#8220;perfetta&#8221;, credendo di esser cauti mentre invece eravate (senza saperlo) l&#8217;esatto, tragico opposto. Una volta all&#8217;interno della misura avversaria lo spadaccino timido diventa indistinguibile da quello &#8220;furioso&#8221;! Ogni esitazione è un possibile <strong>tempo</strong> per l&#8217;avversario che ne sa approfittare.</p>
<p>Marcelli nel suo sistema propone molto spesso azioni che iniziano appena un passo al di fuori dalla propria misura perfetta. La percezione di questo &#8220;bordo magico&#8221;, pochi centimetri che separano la sicurezza dal pericolo e dalla vittoria, deve diventare una delle priorità dell&#8217;aspirante schermidore.</p>
<p>Tanto per essere caratteristicamente chiaro (pedantino, direi), l&#8217;Autore poi elenca tre modi con i quali su può acquistare la misura:</p>
<ul>
<li> Quando voi state fermi, e il nemico cammina avvicinandosi alla misura.</li>
</ul>
<ul>
<li> Quando il nemico sta fermo, e voi camminate per avvicinarvi alla misura.</li>
</ul>
<ul>
<li> Quando entrambi i <em>Caualieri</em> camminano per avvicinarsi alla misura.</li>
</ul>
<p>In tutti e questi tre casi bisogna mantenere la pianta e la sodezza della guardia, e cosa ancora più importante, bisogna avere uno scopo preciso per rimanere nella zona del pericolo! Quando si è a misura non si deve scherzare, o si colpisce o ci si ritira difendendosi, esitare &#8220;parcheggiandosi&#8221; a misura è dare un tempo (o anche dieci&#8230;) all&#8217;avversario. Lo so, mi sto ripetendo, ma credo che il concetto sia sufficientemente importante da meritarselo.</p>
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			<media:title type="html">Francesco Lanza</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>excursus 6</title>
		<link>http://smarra.wordpress.com/2009/02/21/excursus-6/</link>
		<comments>http://smarra.wordpress.com/2009/02/21/excursus-6/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 21 Feb 2009 19:26:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Lanza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[excursus]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://smarra.wordpress.com/?p=213</guid>
		<description><![CDATA[La mia assenza da questo blog è stata relativamente lunga, e la sua ragione è duplice.

Il lavoro è molto, e ultimamente è piuttosto pesante. Purtroppo ho degli arretrati da smaltire, e scrivere occupa già troppo del mio tempo. Prima o poi, però, sono certo che il sereno seguirà a questo fastidiosissimo deluge.


Per quanto possa essere [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=smarra.wordpress.com&blog=6070273&post=213&subd=smarra&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>La mia assenza da questo blog è stata relativamente lunga, e la sua ragione è duplice.</p>
<ul>
<li>Il lavoro è molto, e ultimamente è piuttosto pesante. Purtroppo ho degli arretrati da smaltire, e scrivere occupa già troppo del mio tempo. Prima o poi, però, sono certo che il sereno seguirà a questo fastidiosissimo deluge.</li>
</ul>
<ul>
<li>Per quanto possa essere strano, il mio silenzio deriva anche dal mio studio del testo del Marcelli. Recentemente ho compreso un paio di concetti che avrebbero dovuto essere autoevidenti, ma che a causa della loro cospicua assenza inficiavano la mia intera comprensione dell&#8217;arte della spada italiana seicentesca. Basti dire che ora comprendo meglio il concetto di cavazione, di tempo, di guadagnare la spada, e di misura, e come erano collegati tra loro. Prima li comprendevo in maniera esclusivamente superficiale, e devo dire che rileggere le <em>Regole della Scherma</em> e <em>la Spada Maestra</em> mi riserva ogni volta delle scoperte. Sono piuttosto entusiasta: è come rivedere tutto con occhi nuovi con intervalli di un paio di mesi. Spero davvero di essere capace di capire, e di non ingannarmi!</li>
</ul>
<p>Gli allenamenti procedono. Non riesco a combinare nulla come vorrei, e la mia forma fisica in costante miglioramento non mi soddisfa ancora. Onestamente spero di poter mettere in pratica i concetti che ho imparato a livello intellettuale, ma purtroppo il timore è di non sviluppare mai le mie capacità a sufficienza per arrivare da qualche parte. Dopo tutto un cammello non può imparare la teoria delle stringhe, e quindi non è detto che io abbia speranze di capire la scherma.</p>
<p>Ma ho imparato che tirare di scherma non è una mera questione di riflessi, è anche una questione di <em>sensi addestrati</em>. Sapere cosa sta per fare il tuo avversario e quando lo farà è il segreto per ferire, essere capace di scattare come una trappola per topi è solo un grosso margine di vantaggio, che dubito avrò mai.</p>
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			<media:title type="html">Francesco Lanza</media:title>
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