Archivio per la categoria 'Teoria'

28
dic
09

delli guadagni, e de gl’attacchi

Dve proprietà congiunte, mà trà di loro contrarie, ſi ſcorgono nel Guadagno. L’vna è il pericolo, che ſouraſta, quando ſi principia. L’altra è il vantaggio, che ſi poſſiede, quando è già ſeguito.

Queste le parole del Marcelli sul guadagno un po’ ricordano quel “sono necessarie e pericolose” con cui venivano descritte le cavazioni. E già discutendo di esse in effetti l’argomento del guadagno è venuto fuori: difficile se non impossibile trattare di scherma seicentesca senza parlarne in continuazione! Armi lunghe come le nostre, se sono in mano ad un nemico, devono essere tenute costantemente sotto controllo per evitarsi una ferita perforante. Continua a leggere ‘delli guadagni, e de gl’attacchi’

12
dic
09

difendersi e ferire il nemico in un solo tempo – parte 2a

Come avrete forse intuito, la Tavola 7 del Gran Simulacro consiste in due giochi distinti. Quella che abbiamo trattato era solo la prima parte. La seconda trasforma C in una persona accorta, ovverosia uno schermidore molto intelligente. In pratica essa spiega una breve serie di alternative che si presentano a chi si è fatto guadagnare la spada dall’avversario. Queste nuove azioni espandono un po’ il “vocabolario” al quale siamo ormai abituati (e che consiste in due possiblità: 1 – ritirata 2 – attacco tramite cavazione sull’altra linea).
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11
dic
09

opposizione

Ieri parlando dell’imbroccata e della difesa ed attacco in un tempo solo è uscito il termine “opposizione”. E’ un concetto molto importante per la scherma, ma che i nostri amici seicenteschi hanno tralasciato di definire in cento anni di trattati.

Questo argomento mi ha perplesso parecchio quando ho iniziato a tirare di scherma. Il mio cervello non sapeva ancora come analizzare l’azione e, abituato alle linee rette su cui gli autori originali insistono in maniera quasi ossessiva, faticava a capire come eliminare il pericolo della punta avversaria. Pensavo fosse qualcosa di mistico, invece alla fine spulciando il solito Masaniello Parise ho capito di quale importantissima cazzata si trattasse e quale fosse il modo più chiaro per definirla:

Questione di angoli, insomma. L’angolo, qui, ti salva la vita: impedisce l’incontro, ovverosia il doppio in cui gli avversari si trapassano a vicenda.

10
dic
09

difendersi e ferire il nemico in un solo tempo

Ultimamente sono apparse online ben due “videolezioni” (qui quella di Nick Thomas e qui quella di David Coblentz) sulla Tavola 7 di Capo Ferro. Se aggiungiamo il manuale di Guy Windsor, gli scritti di Sean Hayes e una marea di discussioni online, scopriremo che oltre la Manica e oltre l’Atlantico il maestro di Cagli è apprezzato e studiato più di tutti gli altri messi assieme (con la probabile eccezione di Alfieri, per ragioni altrettanto insondabili).
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07
dic
09

delle cavazioni, e sue specie – parte 2a

Come avevamo detto nel precedente articolo, la cavazione a misura è fondamentalmente un attacco. Tramite essa cerchiamo di colpire il nemico che ha guadagnato la nostra spada e dove non è possibile per lo meno si spera di impegnarlo in una parata costringendolo alla difesa. Nella scherma nulla è sicuro e lo svantaggio in questo caso è tutto nostro. Se siamo rapidi e bravi almeno non verremo trapassati, perchè creiamo opposizione sulla lama nemica, e se siamo MOLTO bravi e MOLTO rapidi il nemico verrà colpito.
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30
set
09

Marcelli ci piace anche se ha perso qualche pezzo

Riprendo a scrivere su questo blog perchè ho ricominciato a coltivare seriamente la mia passione per il 1600 e la sua scherma. Non ho mai pensato di abbandonarlo, invero, ma i momenti di pausa aiutano a digerire le nozioni apprese!

Prendendo in mano Marcelli dopo un po’, lo stesso mi stupisco per le piccole cose che riesco a scoprire in più ad ogni lettura. Un po’ è l’acquisizione di altri trattati, un po’ la pratica, un po’ la teoria assorbita da 1000+ video sull’argomento (YouTube e le mattinate libere, accoppiata micidiale), un po’ è il cervello che lavora e decanta.

Questo post lo dedico alle strane defaillance del mio primo amore trattatistico, che a distanza di 300 anni è riuscito ad appassionarmi grazie alla sua personalità, competenza e stupefacente antipatia/simpatia. Intendiamoci: quasi nessuno ha scritto un trattato altrettanto completo. Per questo i vuoti si notano a chilometri di distanza quando sai riconoscerli. Per fortuna, i mezzi per risolvere i problemi li ho, ma ogni tanto vi garantisco che resto davvero perplesso di fronte al libro di Francesco Antonio Marcelli.

  • Marcelli spiega il passeggio, ma solo come avanzare e rompere misura con un doppio passo, non come arretrare
  • Marcelli non spiega le posizioni della mano. Cita solo Terza, Quarta e Seconda (in quest’ordine), e poi prosegue allegramente parlando delle sue guardie, ovverosia Prima, Seconda e Terza. Se ne frega del fatto che la sua Prima è tenuta di terza in quarta e tanto per aggiungere “chiarezza” chiama lo scanzo di vita noto come Inquartata anche “La Quarta”
  • Di fatto, in Marcelli la prima (come posizione della mano) non c’è in tutto il libro, non viene neppure nominata, pure essendo la posizione in cui ci si trova estraendo la spada.
  • Marcelli usa una botta dritta diversa con spada sola e spada e daga e non spiega mai il perchè della differenza. Per la cronaca, quella di spada e daga è con il ginocchio anteriore dritto
  • Marcelli non prende in considerazione la mano sinistra. “Potete giocarvela a vostro bell’agio in aria”

Ma che vi devo dire? Se hai scritto uno dei migliori trattati di scherma della storia ti si può perdonare qualche dimenticanza.

16
mar
09

delle cavazioni, e sue specie

Le cauationi ſono neceſſarie, e pericoloſe…

Questo è l’incipit con cui Francesco Antonio Marcelli inizia il suo capitolo dedicato a questa mossa vitale nella scherma. Incipit un po’ circospetto, e celebrato dal Gelli come una buffonata, essendo questo storiografo e schermidore ottocentesco completamente incapace di contestualizzare i concetti espressi da un maestro di duecento anni prima. Gelli era perfettamente convinto come tutti quelli della sua epoca che la scherma fosse un’evoluzione lineare prima d’essere un frutto di armi, uomini e tempi in essa coinvolti. Ma lasciamo da parte le critiche al modo di pensare ottocentesco, periodo che in effetti non incontra il mio gusto, per addentrarci nelle spiegazioni sorprendentemente raffinate del nostro trattatista.
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09
mar
09

stoccata di quarta (il metodo di Bondì di Mazo)

Mentre mi riprendevo dalla pseudo influenza di questi giorni, ho esaminato attentamente il testo di Bondì di Mazo, cercando di riordinare per bene i suoi concetti in modo che la mia mente più abituata all’italiano dei giorni nostri potesse comprenderlo appieno. Di Mazo schermisce in modo un po’ diverso da Marcelli, come vedete dalla figura e dal testo. Ma saranno più le differenze o i punti di contatto? Difficile da giudicare.

stoccata-bondi-di-mazo
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06
mar
09

risorse utili 1

Scusate la lunga assenza! Come al solito, il lavoro mi occupa troppo tempo, davvero troppo. In più, ho preso un malo morbo, un’influenza/infreddatura/peste di una certa importanza. Ma bando alle ciance: sono qui per inaugurare un nuovo tipo di post, che non so se avrà molto seguito, ma che ritengo utile al lettore occasionale e non, ed alla mia memoria. Voglio infatti segnalare delle risorse utili allo studioso/studente/artista della spada seicentesca, rintracciate grazie ad uno dei pochi talenti che mi ha dato la natura: la capacità di trovare informazioni su Internet.
Continua a leggere ‘risorse utili 1′

26
feb
09

della misura

Dei tre elementi che Marcelli ritiene necessari perchè un Caualiero sia in grado di combattere con la spada, l’ultimo è la misura. Del tempo abbiamo già trattato, e del modo, beh, non si finisce mai di trattare!
E per usare le parole di Francesco Antonio stesso:

“Imperoché, ſe un giocatore praticarà vn’attione fuor di Miſura, benchè la faccia co’l ſuo vero Modo di farla, e nel ſuo vero Tempo; non è dubio, che l’attione, non arriuando a colpire, non hauerà la terminatione, perchè non ſi troua nella diſtanza perfetta del colpo.”

Continua a leggere ‘della misura’




L’argomento di questo blog

Regole della Scherma è un testo scritto nel tardo 17mo secolo da Francesco Antonio Marcelli, romano d'origine e discendente da una nota stirpe di schermidori. Questo blog, che ne prende a prestito il nome, tratta della scherma insegnata da questo Maestro e dai suoi contemporanei con lo scopo di riviverla a fini ricreativi e culturali.

 

maggio: 2012
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