26
Feb
09

della misura

Dei tre elementi che Marcelli ritiene necessari perchè un Caualiero sia in grado di combattere con la spada, l’ultimo è la misura. Del tempo abbiamo già trattato, e del modo, beh, non si finisce mai di trattare!
E per usare le parole di Francesco Antonio stesso:

“Imperoché, ſe un giocatore praticarà vn’attione fuor di Miſura, benchè la faccia co’l ſuo vero Modo di farla, e nel ſuo vero Tempo; non è dubio, che l’attione, non arriuando a colpire, non hauerà la terminatione, perchè non ſi troua nella diſtanza perfetta del colpo.”

Ed ecco qui tutto il concetto della misura secondo il nostro buon Romano: la distanza a cui uno schermidore può colpire agevolmente con la forma prescritta della sua stoccata dritta. E se non sapete fin dove potete raggiungere, non potete combattere.

Cadrete infatti in due possibili tranelli: se tendete ad avvicinarvi troppo, sarete nel raggio di azione del nemico, esposti ai suoi guadagni di spada, ed in pericolo. Se state troppo lontani, e cercate di colpire da distanze siderali l’avversario, il risultato sarà altrettanto tragico: il vostro colpo non potrà fare nulla, ma vi porterà sicuramente nella misura nemica, esponendovi alle sue risposte.

L’assenza di senso della misura è davvero tipico del principiante, e diventa amara ironia e fonte di sbigottimento per il tipico novizio giudizioso ma un po’ troppo cauto. Se appartenete o siete appartenuti a questa specie, sono certo che potete ricordare un numero imbarazzante di volte in cui siete stati “massacrati” perchè vi siete fermati indecisi nell’area minacciata dalla punta dell’avversario, non attaccando perchè non vedevate alcuna apertura “perfetta”, credendo di esser cauti mentre invece eravate (senza saperlo) l’esatto, tragico opposto. Una volta all’interno della misura avversaria lo spadaccino timido diventa indistinguibile da quello “furioso”! Ogni esitazione è un possibile tempo per l’avversario che ne sa approfittare.

Marcelli nel suo sistema propone molto spesso azioni che iniziano appena un passo al di fuori dalla propria misura perfetta. La percezione di questo “bordo magico”, pochi centimetri che separano la sicurezza dal pericolo e dalla vittoria, deve diventare una delle priorità dell’aspirante schermidore.

Tanto per essere caratteristicamente chiaro (pedantino, direi), l’Autore poi elenca tre modi con i quali su può acquistare la misura:

  • Quando voi state fermi, e il nemico cammina avvicinandosi alla misura.
  • Quando il nemico sta fermo, e voi camminate per avvicinarvi alla misura.
  • Quando entrambi i Caualieri camminano per avvicinarsi alla misura.

In tutti e questi tre casi bisogna mantenere la pianta e la sodezza della guardia, e cosa ancora più importante, bisogna avere uno scopo preciso per rimanere nella zona del pericolo! Quando si è a misura non si deve scherzare, o si colpisce o ci si ritira difendendosi, esitare “parcheggiandosi” a misura è dare un tempo (o anche dieci…) all’avversario. Lo so, mi sto ripetendo, ma credo che il concetto sia sufficientemente importante da meritarselo.


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L’argomento di questo blog

Regole della Scherma è un testo scritto nel tardo 17mo secolo da Francesco Antonio Marcelli, romano d'origine e discendente da una nota stirpe di schermidori. Questo blog, che ne prende a prestito il nome, tratta della scherma insegnata da questo Maestro e dai suoi contemporanei con lo scopo di riviverla a fini ricreativi e culturali.

 

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