Oggi torno a parlare di questioni collegate alla scherma del 600, senza continuare però l’esame del mio testo marcelliano. Ahimè, la settimana, come ho già avuto modo di dire, è stata piuttosto dura.
D’altro canto, però, non ho interrotto il mio allenamento, e ho potuto provare alcune nuove tecniche e soprattutto il combattimento di spada e daga. Ebbene sì, grazie ad un viaggetto in quel di Ferrara alla fiera del Re-enactment ho potuto mettere le mani su una daga a vela di Jiri Krondak:

L’arma è costata circa 100 euro. Si presenta molto grossa, piuttosto pesante, tanto che non esiterei ad usarla contro una spada più larga e adatta al taglio di una seicentesca. Anche la caratteristica guardia a vela che copre la mano è imponente e protettiva, e la lama è lunga, ma coerente con le immagini coeve. Sebbene non sia maneggevole come un’arma più leggera, la sua “presenza” è tale da dominare le lame avversarie con grandissima facilità.
Accanto ad essa voglio anche presentare il nuovo pomolo della mia spada, creato apposta per riequilibrare il Practical Cup Hilt Rapier della Hanwei, di per sè un po’ troppo pesante in punta per i miei gusti. Sebbene appesantisca l’arma (portandola a quasi 1,1 Kg), mi ha reso schermire molto più facile, e meno faticoso per le dita. Per le spalle, che sopportano il peso, vedremo

Ringrazio Giorgio per l’ottimo lavoro svolto: questo riadattamente è tutto merito suo. Partendo da un cilindro di acciaio pieno ha creato un trabiccolo simile ad un tornio sul suo tavolo da lavoro e ha molato il metallo fino a dargli questa forma. Con il trapano a colonna e una filettatrice abbiamo poi ricreato il filo della vite usata dalla Hanwei, donando così un po’ più di vita alla mia punta!
A questo punto FREMO per il ferro ordinato a Jiri… e se sarà come le sue solite opere, darà filo da torcere alla tua cino-secentesca lama!