Dopo aver parlato di come si cammina sulla pianta secondo il Marcelli e secondo Di Mazo, mi sono trovato a discutere con Jomind (nei commenti sul mio post sull’affondo) a riguardo del modo giusto di appoggiare il piede tanto passeggiando quanto tirando la botta dritta. La domanda è ormai questione eterna nella scherma storica, sia che si tratti di medioevo che di rinascimento. Fino ad ora pensavo che prima di Parise e compagnia bella nessuno si fosse mai preoccupato di spiegare questo particolare, ma per fortuna ho stampato La Spada Maestra di Bondì Di Mazo e quindi ho avuto modo di leggerlo con più calma ed attenzione.
Sebbene una rondine non faccia primavera nè un autore (peraltro tardo per questo Sistema) sia in grado di decidere per tutti gli altri, sento comunque che questa istruzione data dal misterioso Veneziano è piuttosto chiara (l’ho ripulita anche stavolta di “s” lunghe e strane ortografie, non me ne vogliano i puristi):
da “Del ponersi in guardia conforme la seguente figura”, pag. 11, La Spada Maestra (1696)
[...] le dita di esso piede [quello destro] tocchino leggermente terra per esser facile ad ogni partenza, con poco alzarlo, & senza batterlo in terra nel portare la botta [...]
Che dice questo passaggio? Che non si deve mettere il peso della gamba sulle dita del piede. Pronte per essere sollevate, insomma. Ora, se intendete camminare atterrando sulle le punte, non avrebbe molto senso questo ammonimento, giusto? Quello che mi sta dicendo Di Mazo è che in posizione di guardia conviene gravare sul calcagno, per poi muoverlo alzando un po’ le dita, scivolando sopra il pelo del terreno senza toccarlo per poi atterrare dolcemente, senza battere. In poche parole si atterra con tutta la pianta del piede, ma a partire dalla sua parte posteriore (cioè, appunto, il calcagno).
Apprezzo sempre quando qualcuno da peso al mio punto di vista.
In effetti questo non calma e mette fine al dibattito ma mi piace vedere che ci sono delle fonti che rendono meno labile l’idea del tallone e non della punta!
Chiedo perdonanza per la mia lunga absenza…
… porrò rimedio alla latitanza mia al più presto!
Certo che vi siete proprio appassionati dell’argomento punta-tacco, eh?
Sai da quando si è sollevata la questione con il commento su un sito di Singapore, dove ci dicevano che pur essendo di madre lingua sbagliavamo le intepretazioni del Flos, me la sono legata al dito e ho cercato riferimenti contrari alle loro balzane teorie.