Così, tanto per passare un po’ di tempo, ho voluto fare questo bell fotomontaggio della Tavola 10 e 12 del manuale di Salvatore Fabris. Dopo tutto l’argomento precedente riguardava la stoccata!

Perdonate se l’accostamento di screenshot è un po’ grezzo, ma lo stesso lo ritengo efficace per far vedere la stoccata com’era voluta da questo Maestro padovano. Partita dalla classica terza di Fabris (piegata in avanti con il bacino, schiena dritta, braccio disteso di terza, piedi relativamente vicini tra loro), anche qui come nel Marcelli non compie un passo più lungo dell’estensione del piede. Notate il braccio, che invece di essere buttato indietro viene ruotato fino ad avere il gomito in alto. Questo arretra comunque un po’ il baricentro di qualche centimetro, senza allontanare il braccio dalla difesa di volto e petto quando sarà il momento di recuperare.
Le linee al suolo sono state aggiunte solo in seguito, e falsano in po’ le prospettive… I piedi vanno considerati comunque con i talloni in linea.
Allenarsi nelle tecniche di Fabris resta comunque un’impresa, ma non è impossibile come sembra. E’ semplicemente un’arte marziale, e richiede molta pratica. La posizione non è poi astrusa come ci si potrebbe immaginare, sempre che si tenga la schiena dritta non sottopone il corpo a nessuna sollecitazione per il quale non sia progettato.
Detto questo vi confesso che il dolore, la fatica e l’assenza di equilibrio sono la sensazione dominante per chi è a digiuno di questa particolare posizione
. Per il momento la lascerò perdere e continuerò a dedicarmi a Marcelli…