Il Marcelli loda la stoccata dritta sopra ogni altra azione. Nel capitolo sulle parate la giudica “irreparabile” quando tirata bene, e si esprime così:
“Ella è vn fulmine, che non ſi vede; è vna ſaetta, che vola; è un’Attione iſtantanea, che à pena può capirſi col penſiero.”
Purtroppo per imparare a tirare la “stoccata dritta irreparabile” come la faceva Titta (padre del nostro Francesco Antonio) il sentiero è lungo ed arduo. Specie quando si ha come maestro un genitore che si esprime più a gesti e grugniti che a parole, come ci fa capire il Maestro Romano altrove sul suo testo.
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