11
Gen
09

del caminar sù la pianta

Finora ho spiegato come si fa a stare fermi con una spada in mano in modo da non rischiare di essere trapassati senza avere neppure il tempo di comporre un sonetto che celebri la nostra dipartita. Purtroppo, stare fermi non è una ricetta vincente nella scherma. Ma neppure muoversi lo è, qualora sia fatto male: tanto la staticità quanto un movimento che vi faccia perdere la guardia rappresentano dei Tempi per il vostro avversario, delle “finestre” che offrite al nemico per ferirvi. Quindi, come dice il Marcelli, è necessario che il cavaliere sappia “camminare sulla pianta”, che è la base della scherma e la cosa più difficile da farsi in modo perfetto. Va beh, forse Francesco Antonio esagera, come al solito… Ma tempera subito dopo la sentenza, aggiungendo che è tanto difficile quanto ogni altro movimento che si fa in questa Professione, se si vuole fare bene.

…Lo amo quando è così ampolloso.

Ma bando alle ciance, e cerchiamo di camminare come camminerebbe qualcuno che tiene alla propria pelle. E all’eleganza, per Dio, non dimentichiamoci l’eleganza!

Passo avanti
Partite da una delle posizioni di guardia (tanto la pianta è sempre la stessa), tenendo per bene la spada. Muovete per primo il piede destro, della distanza di circa mezzo piede (il vostro, siate unità di misura di voi stessi :D ). Immediatamente dopo, spostate il piede sinistro esattamente della stessa distanza, in modo da ricadere nella vostra guardia come prima di aver iniziato il primo movimento. Questo è quello che Marcelli definisce “un moto trito, e veloce”: avanzare di passi piuttosto brevi, repentini, che rompono il vostro equilibrio difensivo per il minor tempo possibile. Come se si stesse tritando una cipolla, in effetti!
Mentre vi muovete, cercate di alterare la vostra guardia il meno possibile. Il maestro romano consiglia di tenere dritta la gamba destra, che sostenga la vita, in modo che stia dritta, e non si sporga avanti.

I più accorti si saranno resi conto che per schermire con questo Sistema, non si avanza molto in fretta. La ragione è chiara: farvi sorprendere dal nemico mentre spostate il vostro peso o con un piede sollevato è pericolosissimo!
Come la mette Guy Windsor nel suo ottimo The Duelist’s Companion (2006), che vado a parafrasare: il passeggio nella scherma del ‘600 consiste nel manipolare la distanza. Ogni volta che fate un passo verso il vostro avversario, lui sarà sempre più vicino alla vostra misura, e voi alla sua. A me non piace molto l’idea di avvicinarmi ad una punta acuminata, e a voi? Fortunatamente, una spada come la nostra è un’ottima arma difensiva… Finchè si sta in guardia!

Il Marcelli, purtroppo, ha qui di nuovo uno dei suoi inesplicabili vuoti. Vi ho spiegato come camminare in avanti, ma se notate bene, non ho spiegato come tornare indietro. Neppure l’autore lo fa! Eppure, non è pensabile ritenere che il nostro maestro si aspetti da noi un movimento a senso unico. A questo punto, per scoprire come si arretra, dovremo improvvisare un po’, ispirandoci un po’ al solito Parise e al suddetto Windsor, che studia accuratamente Capo Ferro:

Passo indietro
Arretrate il piede posteriore di circa mezzo piede, stando ben attenti a non spostare per alcuna ragione il peso avanti. Subito dopo, arretrate della stessa distanza il piede destro. Sembrerà MOLTO strano le prime volte.

Bisogna fare attenzione a fare movimenti decisi, rapidi, misurati. Probabilmente per i primi tempi lo stare in guardia e il camminare sulla pianta saranno delle torture indicibili. Specie l’arretrare, dato che dovrete spostare ripetutamente tutto il peso del corpo per percorrere distanze che l’istinto vi dice microscopiche. La posizione, qui, non è esattamente la più naturale del mondo… Ma è davvero la più pratica per difendersi dagli assalti dell’avversario. E la naturalezza viene da sola, persino a me che sono un pupazzo di pan di zenzero troppo cresciuto!
Nel mio caso, non trascuro di allenarmi nel passeggio, almeno per una decina di minuti al giorno. Sono certo che mi è molto utile per migliorare, adesso che sono nelle mie fasi iniziali, e ritengo che i fondamentali siano da ripassare sempre per essere un buono schermidore.

Forse, per capire il senso di tali movimenti apparentemente costrittivi, pesanti, innaturali, giova pensare che tutta quest’arte è difensiva molto prima che offensiva, e che anche la maggior parte degli attacchi sono più contrattacchi. I vostri movimenti non sono corse avanti ed indietro, e devono essere più puntuali e coordinati che vasti. Anche se, pensando a “vasto”, a me viene in mente “scanso di vita”, e… ma questo è per un post futuro :D .

Variante: il Marcelli, come ho detto, non spiega come arretrare. Provate a farlo anche nel modo completamente inverso, piegando leggermente il ginocchio destro per arretrare il piede, poi usandolo come appoggio per “catapultarvi” pochi centimetri indietro. A me sembra ancora più innaturale del precedente, e soprattutto, è difficile recuperare la posa giusta di guardia… Ma è tutta questione di pratica anche qui. Non è detto che non sia questo il modo giusto!


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L’argomento di questo blog

Regole della Scherma è un testo scritto nel tardo 17mo secolo da Francesco Antonio Marcelli, romano d'origine e discendente da una nota stirpe di schermidori. Questo blog, che ne prende a prestito il nome, tratta della scherma insegnata da questo Maestro e dai suoi contemporanei con lo scopo di riviverla a fini ricreativi e culturali.

 

Gennaio: 2009
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