Mi sono reso conto di dover aggiungere almeno un altro set di nomenclature a quelle proposte nel precedente “della spada“. Non lo faccio per mera pedanteria, ma per rendere un po’ più comprensibile il discorso di questo blog: probabilmente userò parecchio questi termini!
Oltre al già citato forte/terzo/debole va anche dettagliata un po’ di anatomia dell’arma: questa volta parliamo di parti visibili ad occhio nudo. Alcuni dei termini sono un po’ vecchiotti e non vengono più usati (i gavigliani, per esempio, li ho presi dal Parise, anche se Marcelli non li nomina espressamente. Oggi si usa solo “la guardia” o “le guardie” da quanto ho potuto notare in giro).

Sarà piuttosto importante saper riconoscere i due fili e i due piatti. Servono per orientarsi tra le posizioni, tra i tipi di taglio e influenzano il tipo di opposizione che si può fare contro la lama nemica. Per darvi un’idea dell’importanza di queste distinzioni, niente affatto dottrinali, basta far presente che la zona in cui si concentra di più la vostra forza è il forte del filo dritto, un’informazione che ritengo piuttosto utile da conoscere quando vi trovate di fronte un pazzo che vi vuole bucherellare con un metro di ferro appuntito.