Il Marcelli propone un modo di schermire molto semplice. Dettaglia molto le basi della tecnica, e non si abbandona a nessuna delle raffinatezze di Fabris e Capo Ferro (impossibili da afferrare se non si sa già tenere in mano una spada). In questo, Marcelli è più comprensibile dei suoi avi. Le complicazioni le aggiunge man mano, senza partire in media res… Forse inconsciamente ricalca un po’ la forma del trattato del suo rivale, Morsicato Pallavicini, che inzia con discorsi molto dottrinali e poi descrive le basi (con tanta, tanta lodevolissima pedanteria).
In ogni caso, il buon Marcelli non parte da come si sta in guardia, preferisce prima spiegare alcuni termini tecnici. Personalmente preferisco fare l’esatto opposto, riprendendo più tardi le disquisizioni dottrinali o pratiche su cosa si deve fare in un combattimento, sul tempo e sulla misura. Tanto, se non stai in guardia non puoi neppure iniziare a combattere!
Marcelli, al contrario dei suoi predecessori, predica una posizione di guardia piuttosto difensiva, molto “cauta”. Se uno va a vedere Capo Ferro o Fabris, scopre che ci si può mettere in guardia o per provocare (in avanti) o per difendersi (indietro). Nelle Regole della Scherma si sta sempre sulla stessa “pianta”, che sarebbe lo stesso rapporto di piedi/bacino/vita/spalle, che è solo uno, il tutto indietro tipico della scherma italiana.
Sulla Pianta
Per “accomodarvi” in guardia quindi dovrete iniziare con il riunire i piedi a L, nella più classica posizione di partenza della scherma. Il vostro piede destro deve guardare verso l’avversario, il piede sinistro deve stare ad angolo retto. Avanzate il piede destro per un passo giusto, nè troppo lungo, nè troppo corto. Curvate il ginocchio sinistro, ma tenendo sempre ben dritta la gamba destra.
Ora dovrete assicurarvi di avere messo gran parte del peso indietro: raddrizzate la schiena, facendo in modo di mettere su una linea ininterrotta (quanto fisicamente possibile) il piede sinistro con il relativo ginocchio e la spalla. State ben attenti a piegare il ginocchio in direzione della punta del piede! In questo modo starete piuttosto profilati di fianco, con le spalle quasi (ma non completamente) in linea con il nemico.
Quanto alla gamba destra, beh, sì, deve stare dritta. Marcelli arriva a sostenere che debba stare rigida, in modo da tenere ben sollevato il resto del corpo. Comunque, gran parte del peso non graverà su di essa ma sui muscoli della vostra gamba sinistra. Se avete dei dubbi su distanze e proporzioni, vi verrà in aiuto il disegno dell’arcirivale Palermitano, il Morsicato:
Prendete la vostra spada, e col braccio disteso controllate che arrivi direttamente davanti alla punta dell’alluce. Spero per voi la vostra spada sia abbastanza lunga! Questa non è scherma da fioretti
. Inoltre, noterete anche che il piede sinistro tenderà ad abbandonare l’allineamento ad L ed andare ancora più indietro. Parrebbe non essere un errore, anche se non viene dettagliato chiaramente per quanto mi sia stato possibile capire. Di sicuro il Morsicato qui sopra non lo riteneva un errore, e neanche il Marcelli… A patto che non perdiate il molto più importante allineamento con il ginocchio!
Esamineremo come andrà situato il braccio destro poco sotto, trattando delle guardie, mentre per il braccio sinistro Marcelli non è molto chiaro. Vi ricordate quando parlavo delle “mancanze” del Marcelli? Questa è una di esse. Semplicemente non gli interessava cosa si poteva o non si poteva fare con il dannato braccio sinistro! Questo ci lascia (poco caratteristicamente) liberi di improvvisare: potete scegliere se tenerlo sollevato in aria dietro di voi (ottimo per aiutarvi a rimanere di profilo) o abbassare la mano fin sotto il mento, per allontanare ulteriormente le punte già parate e proteggervi il petto. Ora, come promesso, passiamo alle guardie.
Prima Guardia

Benvenuti alla Prima Guardia del Marcelli. Sarà un viaggio breve, ne dovrete imparare solo altre due! Apparentemente, sembra un’assurdità: Capo Ferro di guardie ne propone a decine, e lo stesso vale per Fabris. Com’è possibile che Marcelli si accontenti di tre guardie? Presto detto, Capo Ferro e Fabris IMHO (e non solo nella mia opinione) non intendono la stessa cosa di Marcelli quando parlano di guardie: loro spiegano delle tecniche e le posizioni sulle figure sono quelle che si devono assumere per portare a termine dette azioni. Di Capo Ferro probabilmente solo una è una “guardia” nel senso in cui lo è questa, e sto parlando della sua guardia di terza:

Molto simile, vero? Beh, torniamo al Marcelli. Vedrete nell’immagine la posizione del corpo che vi ho descritto prima. Il braccio destro, invece, tiene la spada in posizione di “mezza quarta” (così la definisce l’autore). Prendo questo termine, che non è definito chiaramente, come una via di mezzo tra la quarta e la terza. Questo vuol dire che il filo della spada è diagonale rispetto al suolo, con il filo falso in alto a destra e il dritto in basso a sinistra. Avete capito? No? beh, ne parlo più diffusamente in questo post. Il gomito invece è leggermente piegato, in modo da portare la spada all’incirca all’altezza della vita, e la punta è parallela al suolo, rivolta contro il nemico (chiaramente). Ovviamente, vale la normale ammonizione di qualsiasi maestro di spada seicentesca (o successiva): tenete la spada perfettamente in linea con il braccio, non sporgete assolutamente il gomito!
Questa posizione secondo il Marcelli è la più perfetta di tutte le posizioni, per citare la sua solita magniloquenza. Anche qui, ne potremmo discutere, ma dopo un poco di pratica credo di capire quali sono le ragioni per questa affermazione lapidaria.
Seconda Guardia e Terza Guardia

Marcelli le tratta assieme per pure questioni editoriali, suppongo: per eseguirle conta la direzione della vostra punta in relazione all’avversario, e quindi le ha messe nella stessa immagine.
- Seconda Guardia: questa volta il braccio sta dritto in avanti, dice il Marcelli senza incurvatura, all’altezza della spalla, la mano tenuta di seconda e la punta rivolta verso la spalla destra dell’avversario. Se tenete il pugno di seconda, verrà naturale puntare proprio lì. Sì, il disegno fa proprio schifo: pare la stia tenendo di terza! Secondo l’autore, questa guardia è contraria alla successiva.
- Terza Guardia: braccio in avanti, all’altezza della spalla, pugno di terza, punta della spada rivolta agli occhi del vostro nemico. Con la mano di terza, la spada è dritta davanti, anche qui è tutto naturale.
E anche per oggi ho finito.
” penſo di ſauer comodarmi in bona guardia, or che ho viſto il beliſſimo ſcritto uostro! ”
Bel lavoro. Ti seguo nella tua analisi e sono pronto a opinioni e commenti.
Per il momento ho capito solo che finchè non opero il ginocchio, niente buone guardie per me…
“Ti ringrazio uiuamente per li aprezzamenti è le gentili parole!
Aprezzerò a mia volta moltiſſimo i commenti è le opinioni che ne ſortiranno in futuro.”
Ti ho ben linkato!
Bene bene, non ho ancora commentato fino ad adesso un po’ per pigrizia un po’ per fascino!
EHEH! Bene Franz adesso posso dire che sei totalmente preso da questo Hobby spero che un giorno non me ne vorrai a male!
…
Ritengo un lavoro utile sia per me che per tutti i curiosi che vi faranno capolino.
Un più che meritato grazie anticipato.