Archivio per Gennaio 2009

31
Gen
09

l’intrecciata (l’esperimento)

Libro alla mano, abbiamo capito che sopra voleva dire dentro. Effettivamente il colpo funziona, e se ri riesce ad agganciare il debole del nemico il suo destino è segnato. E’ sempre un piacere senza pari resuscitare una tecnica vecchia di secoli. Per il resto mi rifaccio al post precedente (che ho corretto per chiarlificarlo, sostituendo con “sopra” il precedente “sul”), dato che la mia intuizione (miracolo divino) era giusta: il segreto è girare in fretta la mano… E ovviamente sperare che il nemico non conosca la tecnica :D

Dopotutto è scherma, e tutto quello che è prevedibile è già fallito in partenza!

Un grazie a Giorgio e al defunto Francesco Antonio, che non so se approverebbe l’uso “giocoso e ricreativo” del suo libro, ma forse sarebbe contento di sapere che ne affrontiamo la comprensione con fascino e serietà, e che non permettiamo che resti lettera morta come troppo a lungo è stato.

28
Gen
09

l’intrecciata

Nelle sessioni di allenamento passate ho sperimentato un po’ di combattimento di spada e cappa, che per quanto riguarda il Marcelli è la stessa cosa di quello di spada e daga. Ci sono certamente alcune cose che puoi fare solo con una daga, altre solo con una cappa, ma grossomodo siamo lì :) .

La cappa, in ogni caso è un’arma splendida, e tornerò sicuramente a discuterne tra un po’ quando l’avrò un po’ digerita (assieme alle guardie a due armi), ma non è per essa che ho scritto questo post. Oggi voglio accennarvi un mio esperimento su una tecnica particolare. Dopo aver infatti visto Giorgio brandire la spada di prima, mi è tornato in mente un paragrafo che il buon Francesco Antonio inserisce poco prima di parlare degli scansi di vita, e che è dedicato ad una tecnica chiamata intrecciata. Ho deciso di riportare alla luce questa tecnica e di vedere come funziona, sempre se riesco a capirla.

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24
Gen
09

del modo di ritirarsi

“Nella Scherma, la coſa più neceſſaria, io ſtimo, che ſia il ſapere il Modo di ſaluarſi con ſicurezza dal ſuo nemico; eſſendo, à mio parere, più eſſentiale la propria difeſa, che l’offeſa altrui;”

Come potete vedere, Marcelli riteneva assolutamente vitale sapersi ritirare dall’avversario nel modo migliore. E non uso il termine “vitale” solo per dire che è importantissimo, ma nel suo senso letterale. Quelle che leggiamo sono le parole che un Maestro di Scherma del diciassettesimo secolo usava per consigliare i suoi allievi. Gentiluomini che regolarmente mettevano la loro vita a rischio per duellare, fosse per senso di lealtà, ego o semplice puntiglio.

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22
Gen
09

Excursus 3

Nel mio allenamento di martedì ho avuto il piacere di mettere alla prova le tecniche di spada e cappa. Come vengono insegnate dal Marcelli, in ben poco differiscono da quelle di spada e daga, e devo dire che sono decisamente interessanti.

Chiaramente mentre la mia comprensione del testo procede, così procede anche questo blog… Per ora non mi metterò a scrivere del combattimento con due armi, in effetti, perchè mi rendo conto di non essere la persona migliore per poterlo fare. Avrò bisogno di sviluppare prima un nuovo set di automatismi: sebbene abbia ormai tirato stoccate dritte nell’ordine delle decine di migliaia, quando confrontato dalla necessità di colpire l’avversario nel caos di un esercizio di combattimento semi-libero mi sono trovato sempre e comunque a tentare un’istintiva passata con il piede sinistro. Non ho idea di perchè, la stoccata dritta veniva completamente sorvolata dal mio cervello, merito forse (come mi ha fatto notare Giorgio) del braccio sinistro esteso in avanti.

Oggi, peraltro, ho finalmente avuto modo di stampare La Spada Maestra di Bondì di Mazo, nonostante la sua pessima qualità. Non so cosa non darei per poter almeno guardare una copia in condizioni migliori, e catturare qualche immagine migliore. Comunque avere il libro rilegato, anche in pessime fotocopie, è molto meglio che doverlo consultare da .pdf.

19
Gen
09

la stoccata dritta di Fabris

Così, tanto per passare un po’ di tempo, ho voluto fare questo bell fotomontaggio della Tavola 10 e 12 del manuale di Salvatore Fabris. Dopo tutto l’argomento precedente riguardava la stoccata!

fabris-stoccata

Perdonate se l’accostamento di screenshot è un po’ grezzo, ma lo stesso lo ritengo efficace per far vedere la stoccata com’era voluta da questo Maestro padovano. Partita dalla classica terza di Fabris (piegata in avanti con il bacino, schiena dritta, braccio disteso di terza, piedi relativamente vicini tra loro), anche qui come nel Marcelli non compie un passo più lungo dell’estensione del piede. Notate il braccio, che invece di essere buttato indietro viene ruotato fino ad avere il gomito in alto. Questo arretra comunque un po’ il baricentro di qualche centimetro, senza allontanare il braccio dalla difesa di volto e petto quando sarà il momento di recuperare.

Le linee al suolo sono state aggiunte solo in seguito, e falsano in po’ le prospettive… I piedi vanno considerati comunque con i talloni in linea.

Allenarsi nelle tecniche di Fabris resta comunque un’impresa, ma non è impossibile come sembra. E’ semplicemente un’arte marziale, e richiede molta pratica. La posizione non è poi astrusa come ci si potrebbe immaginare, sempre che si tenga la schiena dritta non sottopone il corpo a nessuna sollecitazione per il quale non sia progettato.

Detto questo vi confesso che il dolore, la fatica e l’assenza di equilibrio sono la sensazione dominante per chi è a digiuno di questa particolare posizione :D . Per il momento la lascerò perdere e continuerò a dedicarmi a Marcelli…

17
Gen
09

della stoccata dritta, e del modo di tirarla bene

Il Marcelli loda la stoccata dritta sopra ogni altra azione. Nel capitolo sulle parate la giudica “irreparabile” quando tirata bene, e si esprime così:

“Ella è vn fulmine, che non ſi vede; è vna ſaetta, che vola; è un’Attione iſtantanea, che à pena può capirſi col penſiero.”

Purtroppo per imparare a tirare la “stoccata dritta irreparabile” come la faceva Titta (padre del nostro Francesco Antonio) il sentiero è lungo ed arduo. Specie quando si ha come maestro un genitore che si esprime più a gesti e grugniti che a parole, come ci fa capire il Maestro Romano altrove sul suo testo.

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15
Gen
09

Excursus 2

In questi due giorni mi sono allenato di nuovo, e ho fatto ulteriori ricerche ed esperimenti sui concetti che propone Marcelli nel suo aureo librone. Ho incontrato qualche scoglio e ho compreso meglio alcune delle ragioni purtroppo non dette che stanno alle spalle di quanto ci comunica l’autore.

Una piccola illuminazione l’ho avuta come al solito con l’aiuto di Giorgio, il mio istruttore nonchè responsabile diretto di questa vera e propria mania secentesca che mi ha contagiato. Riassumendo la mia attuale condizione:

  • La mia forma fisica è decisamente migliorata. Nonostante io non sia un atleta riesco lo stesso a fare molte cose che prima non mi riuscivano proprio. Mentre le mie braccia sono più o meno rimaste uguali, e i miei addominali non esistono come di consueto, le gambe sono irriconoscibili (in positivo :D ). Devo solo stare attento ad una certa asimmetria che sta iniziando a manifestarsi, e sollecitare con esercizi mirati (alla sbarra) la gamba destra.
  • Riesco a portare a termine tutti i movimenti necessari al sistema, almeno durante gli esercizi. Sulle stoccate dritte sto ancora lavorando, ma perchè ho capito un po’ di cose a riguardo delle stesse (le coprirò nel mio prossimo post) ed ho riconosciuto alcuni errori che sto cercando di correggere creando una nuova memoria muscolare. Se mi è permesso esprimere un parere, non credo di essere completamente disastroso, riuscendomi in via teorica Scansi di Vita di tutti e tre i tipi (compreso quello del piede destro, che Marcelli non usa), passate a sinistra (sia a piede dritto che con il piede a novanta gradi) e persino il movimento della sottobotta, sempre in condizioni sterili “di laboratorio”.
  • Mi sento completamente disastroso nella scherma vera e propria, non mi pare di riuscire a portare a termine più di un’azione su cento di quelle che vorrei fare, mi confondo, mi sfiato e mi pare di essere uno di quegli ſchermitori che paiono fare un gioco de’ mattaccini [sic Marcelli]. Sento di dover fare una quantità infinita di pratica sul guadagnare la spada dell’avversario, cavare, percezione della misura, percezione del tempo… Tutte le basi, insomma. Aspetto con ansia il caldo, che mi offrirà spazio campagnolo illimitato ed almeno un paio di “pazienti”, ai quali spero vivamente di non sfrangiare eccessivamente le palle con esercizi potenzialmente un po’ noiosi.
  • Una cosa mi riesce un pelo meglio: la botta sul ferro, che faccio senza difficoltà anche avanzando. Ok, è una cretinata, ma su 100 maniere che si possono usare per entrare, conoscerne almeno una è almeno qualcosa.

L’illuminazione di cui poc’anzi riguarda in particolare il mio scarso senso della misura e di come mi ha impedito di trarre giovamento delle armi che mi ha messo in mano il Maestro Romano, in particolare la Prima Guardia. Durante un esercizio, il buon Giorgio mi ha semplicemente superato la coccia con la punta e mi ha colpito il braccio. I miei due errori erano piuttosto gravi, ma fortunatamente evidenti: ero già dentro alla sua misura e quindi in pericolo, e poi, non ho sfruttato la natura stessa della Prima Guardia, che è quella di un invito.

Se avessi avuto ben chiara la misura, e se avessi avuto anche un po’ più di riflessi pronti, avrei potuto rispondere nella maniera corretta, alzando la lama, passando a sinistra ed afferrandogli la mano. Ma, ahimè, per queste cose ancora niente da fare, pur avendole già provate in passato ce ne vorrà prima che riesca a trasformarle in un “discorso” schermistico coerente. Sono contento almeno di capire dove sbaglio pur essendo talvolta del tutto incapace di applicare la soluzione.

12
Gen
09

del caminar sù la pianta (appendice)

Due gentiluomini un po' confusi dalla fotocopia si affrontano estraendo la spada. Notare i vestiti all'ultima moda della Serenissima

Due gentiluomini un po' confusi dalla fotocopia si affrontano estraendo la spada. Notare i vestiti all'ultima moda della Serenissima

Aggiungo brevemente al discorso di ieri un piccolo particolare interessante: Di Mazo consiglia il movimento esattamente opposto al Marcelli, dicendo di procedere spostando prima la gamba sinistra della destra. A quanto pare il veneziano era un grande fan di questo “accrescimento” con la gamba posteriore, che ha dei risvolti piuttosto interessanti: se spostate la gamba sinistra, accorciate immediatamente la misura dall’avversario. Il piede sinistro, infatti, il punto di partenza del “dardo di balestra” che è la stoccata dritta.

11
Gen
09

del caminar sù la pianta

Finora ho spiegato come si fa a stare fermi con una spada in mano in modo da non rischiare di essere trapassati senza avere neppure il tempo di comporre un sonetto che celebri la nostra dipartita. Purtroppo, stare fermi non è una ricetta vincente nella scherma. Ma neppure muoversi lo è, qualora sia fatto male: tanto la staticità quanto un movimento che vi faccia perdere la guardia rappresentano dei Tempi per il vostro avversario, delle “finestre” che offrite al nemico per ferirvi. Quindi, come dice il Marcelli, è necessario che il cavaliere sappia “camminare sulla pianta”, che è la base della scherma e la cosa più difficile da farsi in modo perfetto. Va beh, forse Francesco Antonio esagera, come al solito… Ma tempera subito dopo la sentenza, aggiungendo che è tanto difficile quanto ogni altro movimento che si fa in questa Professione, se si vuole fare bene.

…Lo amo quando è così ampolloso.
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11
Gen
09

excursus 1

Sebbene al momento sia vittima di una fastidiosa influenza, non sono restato con le mani in mano. Questo progetto mi sta appassionando sempre di più e sono molto contento di aver iniziato a scrivere delle mie esperienze nel mondo della scherma seicentesca, al quale aggiungo “capitoli” non appena riesco a trovare un momento libero nella massa crescente di altri impegni “scrittorii” che ho sulle spalle.

Questo blog resta sempre e comunque lo sforzo di uno “studente” e non un manuale, ed è soggetto a revisioni che, perdonatemi la speranza forse eccessiva, lo renderanno con il passare del tempo più completo, esatto e comprensibile. Nei giorni passati, per esempio, ho aggiunto una pagina di informazioni sul blog, ho linkato sia i post nuovi che quelli vecchi tra loro, e sono anche tornato ad editare e sistemare le note in modo da collegare le tematiche per fare in modo che un eventuale lettore non si smarrisca.

Ahimè, Marcelli non aveva a disposizione il concetto di ipertesto ai suoi tempi, e nemmeno una mentalità organizzata in modo quasi maniacale come il Parise. Mi avrebbe certamente fatto comodo!

Sarebbe forse da ammettere che la tematica trattata da questo blog verrebbe, in via molto teorica, esposta meglio all’interno di un wiki piuttosto che in un blog. Ma il mio compito non è far scorrere dal mio vasto intelletto ed enciclopedica conoscenza delle nozioni tecnico storiche verso dei putativi discepoli. Io stesso sono un traballante discepolo, e una cronologia, un diario, un commentario, un blocco note si adatta meglio a trasmettere pubblicamente il mio travagliato processo di apprendimento. Questo blog è proprio un blocco degli appunti, ma ho il beneficio di poterlo scalpellare quasi all’infinito, fino a dargli una forma soddisfacente. Quindi non accusatemi di disonestà intellettuale se dovessi modificare le mie parole passate per adattarle ad un nuovo livello di consapevolezza raggiunto: non è desiderio di occultare i marobolani ma di non indurre il prossimo in errore e per riflettere la mia evoluzione.

Proprio ieri, mentre studiavo i guadagni di spada e le finte dalle parole del Marcelli, mi sono sorpreso a capire molto di più della prima volta che li avevo letti. Un tipo di esperienza che si ripete “alla giornata” come direbbe il mio ispiratore. La mia comprensione delle Regole della Scherma (l’originale, non il blog :D ) procede in maniera lentissima, incostante, continua, casuale, intellettivamente emozionante.




L’argomento di questo blog

Regole della Scherma è un testo scritto nel tardo 17mo secolo da Francesco Antonio Marcelli, romano d'origine e discendente da una nota stirpe di schermidori. Questo blog, che ne prende a prestito il nome, tratta della scherma insegnata da questo Maestro e dai suoi contemporanei con lo scopo di riviverla a fini ricreativi e culturali.

 

Gennaio: 2009
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