10
Giu
09

Villardita online

Davvero troppo tempo che non sono in grado di scrivere su questo blog! Un vero peccato, ma purtroppo quella brutta bestia chiamata lavoro ha risucchiato tutte le mie energie e gran parte della voglia di vivere, e nel frattempo, da bravo Renaissance Man mi sono pure impegnato nello studio del famosissimo I.33, il più antico manuale di combattimento di spada della storia occidentale… Ma posso dire tranquillamente che scherma è scherma, e quando sei con una spada in mano i concetti tendono a riaffiorare in modo molto familiare. Più bravo divento con spada e brocchiere, più ricettivo sarò in quella del XVII° secolo.

Ma bando alle ciance: tanto per aggiungere qualcosa di davvero utile ed interessante alla nostra esperienza di schermidori secenteschi, segnalo che finalmente sono apparsi online ben due trattati del Villardita, un Marcelliano che scriveva addirittura prima di Francesco Antonio, ed era allievo di Titta suo padre.

La scherma Siciliana : ridotta in compendio … / da Giuseppe Villardita, communemente detto Il Nicosioto (1670)

Trattato della scherma Siciliana (1673)

Inoltre, segnalo il fatto di aver potuto finalmente mettere mano ad una copia leggermente più leggibile della Spada Maestra del mio secondo ispiratore, quel grandissimo psicopatico di Bondì di Mazo. Purtroppo, la copia è cartacea, non scaricabile da Internet.

16
Mar
09

delle cavazioni, e sue specie

Le cauationi ſono neceſſarie, e pericoloſe…

Questo è l’incipit con cui Francesco Antonio Marcelli inizia il suo capitolo dedicato a questa mossa vitale nella scherma. Incipit un po’ circospetto, e celebrato dal Gelli come una buffonata, essendo questo storiografo e schermidore ottocentesco completamente incapace di contestualizzare i concetti espressi da un maestro di duecento anni prima. Gelli era perfettamente convinto come tutti quelli della sua epoca che la scherma fosse un’evoluzione lineare prima d’essere un frutto di armi, uomini e tempi in essa coinvolti. Ma lasciamo da parte le critiche al modo di pensare ottocentesco, periodo che in effetti non incontra il mio gusto, per addentrarci nelle spiegazioni sorprendentemente raffinate del nostro trattatista.
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09
Mar
09

stoccata di quarta (il metodo di Bondì di Mazo)

Mentre mi riprendevo dalla pseudo influenza di questi giorni, ho esaminato attentamente il testo di Bondì di Mazo, cercando di riordinare per bene i suoi concetti in modo che la mia mente più abituata all’italiano dei giorni nostri potesse comprenderlo appieno. Di Mazo schermisce in modo un po’ diverso da Marcelli, come vedete dalla figura e dal testo. Ma saranno più le differenze o i punti di contatto? Difficile da giudicare.

stoccata-bondi-di-mazo
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06
Mar
09

risorse utili 1

Scusate la lunga assenza! Come al solito, il lavoro mi occupa troppo tempo, davvero troppo. In più, ho preso un malo morbo, un’influenza/infreddatura/peste di una certa importanza. Ma bando alle ciance: sono qui per inaugurare un nuovo tipo di post, che non so se avrà molto seguito, ma che ritengo utile al lettore occasionale e non, ed alla mia memoria. Voglio infatti segnalare delle risorse utili allo studioso/studente/artista della spada seicentesca, rintracciate grazie ad uno dei pochi talenti che mi ha dato la natura: la capacità di trovare informazioni su Internet.
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26
Feb
09

della misura

Dei tre elementi che Marcelli ritiene necessari perchè un Caualiero sia in grado di combattere con la spada, l’ultimo è la misura. Del tempo abbiamo già trattato, e del modo, beh, non si finisce mai di trattare!
E per usare le parole di Francesco Antonio stesso:

“Imperoché, ſe un giocatore praticarà vn’attione fuor di Miſura, benchè la faccia co’l ſuo vero Modo di farla, e nel ſuo vero Tempo; non è dubio, che l’attione, non arriuando a colpire, non hauerà la terminatione, perchè non ſi troua nella diſtanza perfetta del colpo.”

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21
Feb
09

excursus 6

La mia assenza da questo blog è stata relativamente lunga, e la sua ragione è duplice.

  • Il lavoro è molto, e ultimamente è piuttosto pesante. Purtroppo ho degli arretrati da smaltire, e scrivere occupa già troppo del mio tempo. Prima o poi, però, sono certo che il sereno seguirà a questo fastidiosissimo deluge.
  • Per quanto possa essere strano, il mio silenzio deriva anche dal mio studio del testo del Marcelli. Recentemente ho compreso un paio di concetti che avrebbero dovuto essere autoevidenti, ma che a causa della loro cospicua assenza inficiavano la mia intera comprensione dell’arte della spada italiana seicentesca. Basti dire che ora comprendo meglio il concetto di cavazione, di tempo, di guadagnare la spada, e di misura, e come erano collegati tra loro. Prima li comprendevo in maniera esclusivamente superficiale, e devo dire che rileggere le Regole della Scherma e la Spada Maestra mi riserva ogni volta delle scoperte. Sono piuttosto entusiasta: è come rivedere tutto con occhi nuovi con intervalli di un paio di mesi. Spero davvero di essere capace di capire, e di non ingannarmi!

Gli allenamenti procedono. Non riesco a combinare nulla come vorrei, e la mia forma fisica in costante miglioramento non mi soddisfa ancora. Onestamente spero di poter mettere in pratica i concetti che ho imparato a livello intellettuale, ma purtroppo il timore è di non sviluppare mai le mie capacità a sufficienza per arrivare da qualche parte. Dopo tutto un cammello non può imparare la teoria delle stringhe, e quindi non è detto che io abbia speranze di capire la scherma.

Ma ho imparato che tirare di scherma non è una mera questione di riflessi, è anche una questione di sensi addestrati. Sapere cosa sta per fare il tuo avversario e quando lo farà è il segreto per ferire, essere capace di scattare come una trappola per topi è solo un grosso margine di vantaggio, che dubito avrò mai.

14
Feb
09

excursus 5

Oggi torno a parlare di questioni collegate alla scherma del 600, senza continuare però l’esame del mio testo marcelliano. Ahimè, la settimana, come ho già avuto modo di dire, è stata piuttosto dura.

D’altro canto, però, non ho interrotto il mio allenamento, e ho potuto provare alcune nuove tecniche e soprattutto il combattimento di spada e daga. Ebbene sì, grazie ad un viaggetto in quel di Ferrara alla fiera del Re-enactment ho potuto mettere le mani su una daga a vela di Jiri Krondak:

daga-a-vela1 Continua a leggere ‘excursus 5′

09
Feb
09

Excursus 4

Non vorrei nulla più che dedicarmi allo studio di Marcelli e Di Mazo, ma ahimè gli impegni mi hanno particolarmente oberato in questi giorni, e non penso che domani sarà meglio. Comunque spero al più presto di preparare un nuovo post dedicato ad illustrare i miei nuovi acquisti :)

Domani ho in programma di provare a gettarmi sulle tecniche di spada e daga (ebbene sì, non ho messo mano solo su una cappa!). Certo, non sono neanche lontanamente perfetto nella spada sola, ma ritengo che il mio cervello e persino il mio corpo stiano diventando un po’ troppo asimmetrici per i miei gusti. Credo che usare due armi assieme mi aiuterà a migliorare parecchio la coordinazione, oltre a darmi un nuovo punto di vista sulle mie tecniche.

E assieme a questo… Ho una nuova tecnica di Di Mazo da sperimentare! Più leggo il manuale di quel veneziano, più sono convinto che fosse un grande.

05
Feb
09

del caminar sù la pianta (appendice 2)

Dopo aver parlato di come si cammina sulla pianta secondo il Marcelli e secondo Di Mazo, mi sono trovato a discutere con Jomind (nei commenti sul mio post sull’affondo) a riguardo del modo giusto di appoggiare il piede tanto passeggiando quanto tirando la botta dritta. La domanda è ormai questione eterna nella scherma storica, sia che si tratti di medioevo che di rinascimento. Fino ad ora pensavo che prima di Parise e compagnia bella nessuno si fosse mai preoccupato di spiegare questo particolare, ma per fortuna ho stampato La Spada Maestra di Bondì Di Mazo e quindi ho avuto modo di leggerlo con più calma ed attenzione.

Sebbene una rondine non faccia primavera nè un autore (peraltro tardo per questo Sistema) sia in grado di decidere per tutti gli altri, sento comunque che questa istruzione data dal misterioso Veneziano è piuttosto chiara (l’ho ripulita anche stavolta di “s” lunghe e strane ortografie, non me ne vogliano i puristi):

da “Del ponersi in guardia conforme la seguente figura”, pag. 11, La Spada Maestra (1696)
[...] le dita di esso piede [quello destro] tocchino leggermente terra per esser facile ad ogni partenza, con poco alzarlo, & senza batterlo in terra nel portare la botta [...]

Che dice questo passaggio? Che non si deve mettere il peso della gamba sulle dita del piede. Pronte per essere sollevate, insomma. Ora, se intendete camminare atterrando sulle le punte, non avrebbe molto senso questo ammonimento, giusto? Quello che mi sta dicendo Di Mazo è che in posizione di guardia conviene gravare sul calcagno, per poi muoverlo alzando un po’ le dita, scivolando sopra il pelo del terreno senza toccarlo per poi atterrare dolcemente, senza battere. In poche parole si atterra con tutta la pianta del piede, ma a partire dalla sua parte posteriore (cioè, appunto, il calcagno).

02
Feb
09

del tempo

Il nostro ispiratore, e con lui un po’ tutti i maestri di scherma del seicento, deriva direttamente la capacità di schermire da tre componenti fondamentali:

  • Conoscere e saper mettere in pratica il Modo, che abbiamo indirettamente trattato fin’ora: cioè essere in grado di compiere “secondo le regole della professione” le varie azioni.
  • La capacità di intendere la Misura, cioè la giusta misurazione del proprio raggio d’azione.
  • Ed in fine il conoscere il Tempo delle azioni, che andrò a trattare oggi grazie alle parole di Francesco Antonio Marcelli.

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L’argomento di questo blog

Regole della Scherma è un testo scritto nel tardo 17mo secolo da Francesco Antonio Marcelli, romano d'origine e discendente da una nota stirpe di schermidori. Questo blog, che ne prende a prestito il nome, tratta della scherma insegnata da questo Maestro e dai suoi contemporanei con lo scopo di riviverla a fini ricreativi e culturali.

 

Luglio 2009
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